Mille Miglia, una storia infinita (parte seconda)

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17 maggio 2016

Riprendiamo il nostro racconto sulla Mille Miglia (rileggi la prima puntata qui), che ci porta all’appuntamento di giovedì 19, quando in Piazza del Popolo farà tappa il “Ferrari Tribute” e il “Challenge Mercedes” (leggi qui), manifestazione inserita nel programma della Mille Miglia storica, che sosterà a Rimini, un evento importante che porterà nella nostra piazza a partire dalle 21.30 circa, oltre cento splendide vetture dei due prestigiosi marchi, costruite dal 1958 ai giorni nostri.

Ci eravamo lasciati con il racconto di come nasce la MM, i suoi fondatori, soprannominati i “Quattro Moschettieri” – Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini -, la prima edizione del 1927, vinta dalla O.M. di Minoia. Secondo i “quattro” doveva finire lì in una unica edizione, poi visto il successo di partecipanti, di pubblico e l’interesse di una nazione intera, decisero (per fortuna aggiungiamo) di proseguire creando una leggenda lunga ventiquattro anni, fatta di uomini, di macchine, progresso, glamour e perché no cultura e costume. La seconda edizione nel1928 vede l’arrivo dell’Alfa Romeo ufficiale che si aggiudica subito la gara con Giuseppe Campari a bordo della 6C 1.500 Zagato, il milanese fa il bis nel’29, sempre con la 6C ma nella versione 1.750, la famosa “Alfetta”. Campari brianzolo, uomo dal fisico possente, con esperienze canore come tenore, soprannominato “el negher” per la sua carnagione scura diventa il primo specialista della MM, salendo sul podio come secondo e terzo altre due volte. Il 1929 vede l’arrivo in seno all’Alfa Romeo di un giovanotto dalle idee innovative al quale viene affidata la gestione sportiva stiamo parlando di Enzo Ferrari che con la sua omonima scuderia darà il la al suo mito. Ferrari e la sua Scuderia iniziano subito a lasciare il primo segno nella storia della MM nel 1930, con la vittoria dell’asso degli assi – Tazio Nuvolari – il mantovano regolerà i compagni Varzi e Campari per una superba tripletta Alfa Romeo. Nuvolari vincerà solo due MM e per due volte arriverà secondo, ma le sue imprese nella corsa bresciana contribuiranno a creare la sua leggenda. Come appunto nel ’30 quando si narra che Nuvolari secondo dietro al suo rivale di sempre Varzi, arrivato alle prime luci dell’alba sul Passo della Futa, scorse nel semi buio la sagoma dell’Alfa del leader, spense i fari e si lanciò nella rincorsa passando primo a Bologna e proseguire vittorioso fino a Brescia. Il 1931 vede un stop nella cavalcata dell’Alfa Romeo, la vittoria va ad un altro grande pilota il tedesco Rudolf Caracciola con la poderosa Mercedes SSKL, un “transatlantico” di 7.100 cc. lungo oltre cinque metri e pesante appunto come una nave. Dopo la temporanea conquista teutonica, inizia il “settebello” Alfa Romeo, dal 1932 al ’38 le macchine della Scuderia Ferrari dominano segnando anche sei triplette e una doppietta, confermandosi la “regina” assoluta della corsa. In dettaglio nel’32 vince l’umbro Umberto Borzacchini, nel ’33 la seconda volta di Nuvolari, il ’34 sorride ad Achille Varzi, mentre Carlo Pintacuda si afferma nel’35 e nel 1937, l’edizione del 1936 va al milanese Antonio Brivio, chiude questa fantastica sequenza il fiorentino Clemente Biondetti nel 1938, il fortissimo pilota toscano si affermerà poi per altre tre volte, nel ’47,’48 e 1949  diventando il record men assoluto nell’ Albo d’oro della Mille Miglia. Nel 1939 la corsa non si disputa come abbiamo raccontato nella prima parte, a causa del divieto posto dal Governo Mussolini, dovuto al grave incidente dell’anno prima dove perirono sette spettatori. Il 1940 è la “anomala” edizione sul triangolo Brescia-Cremona-Mantova, vinta dalla B.M.W. 328 del Barone Von Hanstein, voluta dagli organizzatori nonostante i primi nefasti focolai della seconda guerra mondiale. Fino appunto allo stop forzato la Mille Miglia è ormai un evento che crea interessi sempre maggiori, alla “Freccia Rossa” sono dedicate le pagine dei giornali , il regime Mussolini, pur se severo come nel’39, “usa” la MM come mezzo di propaganda, i passaggi della gara vedono sempre in prima fila i vari gerarchi e podestà, lo stesso Duce usa abitualmente vetture Alfa Romeo. Nelle scuole nel mese di Aprile quello della gara, si svolgono temi e la MM è materia di studio, il pubblico inizia a spostarsi anche di qualche chilometro pur di assistere ai passaggi dei piloti nei punti più spettacolari, anche nelle ore notturne, alcuni scrittori e pittori scrivono e dipingono la “Mille Miglia”, anche il cinema si interessa alla corsa ormai famosa oltre i nostri confini.Il conflitto mondiale non scalfisce la voglia di Mille Miglia, che tornerà dal 1947 per altre undici indelebili storie, che vi racconteremo nella terza parte quella che ci porta in… Piazza del Popolo.

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