Mille Miglia, una storia infinita (Parte 3). A Pesaro il “Ferrari Tribute” e il “Challenge Mercedes”

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19 maggio 2016

PESARO – Ci siamo. Fra poche ore, alle 21 circa in Piazza del Popolo, arriva il rombo dei motori  di un evento unico come il “Ferrari Tribute” e il “Challenge Mercedes” (rileggi qui precedente articolo Pu24) manifestazione inserita nella rievocazione della Mille Miglia storica, che invece farà tappa a Rimini e San Marino. Sono oltre cento i “gioielli” dei due prestigiosi marchi che renderanno suggestiva la nostra piazza per una notte di “stelle”. Per Pesaro questo evento è un trait d’union con il passato e il proseguire di una tradizione che ha visto la nostra città essere una delle protagoniste della MM, una delle nove nella quale la corsa è transitata per ventitre edizioni su ventiquattro, oltre ad aver avuto diversi piloti al via. PU24 ha voluto per l’occasione ripercorrere in tre “pillole” la storia di quella che Enzo Ferrari definì la -corsa più bella del mondo-, così partiamo per l’ultima parte della storia infinita che si chiama “Mille Miglia” (rileggi qui la PARTE 1 e rileggi qui la PARTE 2). Riprendiamo dal dopoguerra, si riparte dopo le ferite del conflitto nel 1947, vince per la seconda volta Clemente Biondetti, il campione sardo naturalizzato fiorentino, si aggirava per Brescia senza una guida, il bresciano Emilio Romano gli offre la sua Alfa Romeo 2900 B del ’38, come quella della sua prima vittoria. Biondetti e Romano battono nientemeno che Tazio Nuvolari in gara con una piccola Cisitalia di 1.100 cc., solo perché il maltempo e la poca potenza della vettura scoperta frenano il “mantovano volante”. Il 1948 vede ancora protagonisti Biondetti e Nuvolari, ed è ancora leggenda- Nuvolari ha 55 anni è provato dalla morte dei suoi due figli e con l’aggravarsi della tubercolosi si è ritirato in un convento sul Garda. Si reca a Brescia per le verifiche della MM, incontra Enzo Ferrari i due hanno avuto sempre un rapporto difficile, però si stimano e Ferrari gli affida una “166” scoperta per permettergli di respirare meglio. Nuvolari vola, a Roma ha un vantaggio enorme su Biondetti, anche lui su Ferrari, poi “Nivola” ha un incidente, a Bologna è ancora in testa senza cofano e con vistosi problemi fisici, Ferrari gli implora di ritirarsi, ma Nuvolari non accetta l’ordine, con tutta l’Italia incollata alla radio che segue forse l’ultima grande impresa del campione, Tazio si lancia verso Brescia, ma a Reggio Emilia cede una balestra per lui è lo stop, vince Biondetti-, ma per tutti il vincitore morale è Nuvolari. Biondetti nel ‘49 sempre su Ferrari completa il suo poker e record imbattuto di quattro vittorie. Il 1950 vede la prima vittoria del Conte Giannino Marzotto con la sua Ferrari 195 “personale”, il giovane nobile stupisce tutti con una gara perfetta e per un episodio che passerà alla storia. Marzotto come il nome evoca è il rampollo della famosa casa di abbigliamento e invece della tuta da pilota, corre e vince in doppio petto e cravatta. Secondo il “nostro” Teodoro “Dorino” Serafini, l’indimenticato campione pesarese grande con le moto come con le auto, stimato e voluto da Ferrari alla sua corte, cerca di contrastare Marzotto fino alla fine, mettendosi alle spalle un certo Manuel Fangio. Nel 1951 e ’52 continua il dominio Ferrari, prima con un altro grande –Gigi Villoresi- e poi con il forte e poco celebrato Giovanni Bracco. Il 1953 vede il bis di Marzotto con la Ferrari la 340 America, questa volta indossando un pullover di cachemire con cravatta. Nel ’54 vince un altro grande campione Alberto “Ciccio” Ascari con la Lancia D24, il due volte campione del mondo di F.1 precede Vittorio Marzotto, uno dei tre fratelli di Giannino, tutti piloti. Arriviamo al 1955 dove viene scritta una delle pagine più suggestive nella storia della MM e delle corse. L’autore è Stirling Moss, l’asso inglese in coppia con il ”barbuto” giornalista Denis Jenkinson sulla Mercedes 300 SLR numero 722,( il numero era dato dall’orario di partenza in questo caso le 7,22 del mattino), stabiliscono un record eccezionale vincendo ad oltre 157 km/h di media. Moss è considerato uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, il campione “senza corona” quattro volte secondo nel mondiale F.1, ancora oggi a 87 anni Sir Stirling indossa tuta e casco e si cimenta in rievocazioni, ”pestando” ancora sul gas. Nel 1956 l’astro nascente Eugenio Castellotti con la Ferrari 290 MM, compie anche lui un’impresa, guidando la sua rossa spider sotto l’acqua che dalla partenza all’arrivo per un’edizione da tregenda. E siamo al tragico epilogo del 1957: ci sono molte voci sulla sospensione delle gare su strada, Ferrari non curante dei rumors, schiera uno squadrone di assi, Collins, Taruffi, De Portago, Von Trips e Gendebien per puntare a una “cinquina” storica. Così è fino alle 16 di quel maledetto 12 maggio, all’uscita di Goito nel tratto mantovano e precisamente fra Cavriano e Guidizzolo la Ferrari 315 del Marchese Alfonso Antonio Cabeza y Vaca De Portago, per tutti “Fon”, in coppia con il giornalista americano Edmund Nelson, per uno scoppio di uno pneumatico vola fra il pubblico, i due rimangono uccisi sul colpo dopo aver falciato nove spettatori fra cui alcuni bambini, oltre ad un numero imprecisato di feriti. Ferrari verrà messo sotto processo sia legalmente che dall’opinione pubblica, Vaticano compreso. Vince l’ingegnere romano Piero Taruffi, che mantiene la promessa fatta alla moglie e a Ferrari, che se avesse vinto la MM si sarebbe ritirato dalle corse. Finisce qui la Mille Miglia ma inizia la sua “Storia infinita” che PU24 voluto riassumere per… arrivare insieme in Piazza del Popolo. Concedete a chi scrive una piccola e personale storia che lo lega in particolare alla MM- mio padre, bolognese, prese parte alla corsa come pilota nel 1953 : equipaggio n° 2205 Saguatti-Iacovelli su Giannini Sport 750,ritirati nei pressi di Modena. Poi nel’54 come assistenza “pirata” ad un equipaggio di amici, i quali si ritirarono a Fano… guarda caso città di mia madre- Se aggiungiamo che di secondo nome mi è stato messo “Stirling”, spero di potermi considerare “un figlio” della Mille Miglia.

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