David Sassarini si prende la Vis: “Prometto tanto impegno per una squadra basata sul gioco”. Le FOTO della presentazione

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25 maggio 2016

PESARO – “Quando mi è arrivata la chiamata della Vis, la mia compagna ha detto che mi brillavano gli occhi. E poi, quando ho visto il filmato degli ultras contro il Fano, non ho avuto bisogno di altro”. Parole di David Sassarini, il neoallenatore dei biancorossi, pronunciate oggi pomeriggio all’atto della presentazione ufficiale, che fanno comprendere quanto forte sia la motivazione che lo ha spinto a Pesaro. Quarantaquattro anni da compiere a luglio, il tecnico spezzino aveva diverse richieste. Anche dalla Lega Pro, da lui accarezzata nella prima parte della presente stagione con l’Albinoleffe, con cui è sotto contratto fino al 30 giugno.

“Dal primo luglio darò tutto me stesso per una piazza storica che da troppi anni manca dal professionismo – ha detto David Sassarini in sala rossa gremita assieme al fidato collaboratore Michele Grassi che lo accompagnerà anche nell’avventura pesarese – Che tipo di allenatore sono? Sicuramente uno che cerca di dare alle sue squadre un’identità ben precisa di gioco. Non aspettatevi una Vis che tiri “pallonate”, che cerchi a tutti i costi il risultato. Il risultato è la conseguenza di un’idea ben precisa, basata su principi più che sui numeri. Moduli? Mi piace giocare con quattro giocatori offensivi, che sia 4-2-3-1, 4-2-4 o 4-4-2 poco importa, ma ripeto: la cosa principale è avere un’identità. La Vis sarà una squadra fondata sul passaggio”.

Maniacale nella cura dei particolari, Sassarini da anni passa le vacanze girando l’Italia e anche l’Europa per visionare i ritiri dei club professionistici, “perché c’è sempre da imparare”. “Non riesco a trascorrere una giornata senza calcio”, ha aggiunto, raccontando l’esordio in panchina a soli 23 anni – “Ero scarso per giocare, e poi sono matto” – e tutta la carriera fatta di risultati importanti.

“Ho sentito parlare di Sassarini quando sono andato a giocare alla Pistoiese – l’ha introdotto Stefano Stefanelli, il ds della Vis – Lui guidava una squadra di un paesino sulle montagne senesi (la Pianese, ndr) che era andato in serie D al posto nostro. Poi l’ho iniziato a seguire, guardandolo nelle successive esperienze al Venezia (esonero nonostante il primo posto in solitaria, ndr) e Spal, ma anche al Seregno dove ha centrato per due anni consecutivi i playoff”.

David Sassarini ha riservato parole al miele per Daniele Amaolo, il suo predecessore: “Ho visto tutti i filmati della Vis in questo campionato e faccio i complimenti all’allenatore che c’era prima: è riuscito a centrare una salvezza molto complicata, e farlo senza i playout è stato un capolavoro. Merito del mister, dei ragazzi e della società, che è basilare come ho capito ai tempi di Ferrara”.

Soddisfazione massima è stata espressa dal direttore generale Guerrino Amadori (“Ho visto in lui gli occhi della tigre”), il quale lo ha omaggiato del volume sui Cento anni di Vis. Se il patron Marco Ferri ha alzato il tiro (“Vogliamo i playoff”), il presidente Claudio Pandolfi invece l’ha buttata sullo scherzo: “Volevate Amaolo, vi abbiamo portato uno che gli assomiglia fisicamente”. Vero, anche se qualcun altro giustamente ha fatto notare certi tratti somatici in comune con l’attore Luca Zingaretti e con il trainer del Castelfidardo Ruben Dario Bolzan.

A proposito di paragoni, qualcuno per idee calcistiche l’ha accostato a Zeman e a Sacchi. “Ma io sono David Sassarini e cerco di carpire da tutti il meglio. Sono partito dal basso, dalla Prima categoria, e mi piace imparare”. In bocca al lupo.

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