In 4 anni 75 milioni per rete idrica e impianti di depurazione della provincia

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25 maggio 2016

PESARO – Investimenti per 75 milioni di euro in quattro anni su rete idrica e depurazione, con numerosi interventi dislocati su tutto il territorio provinciale. E’ quanto prevede l’Aato (Assemblea di Ambito territoriale Ottimale) di Pesaro e Urbino, che ha predisposto il “Piano degli interventi e tariffe 2016-2019”, presentato alla stampa dal presidente della Provincia e presidente Aato Daniele Tagliolini e dal direttore Aato Stefano Gattoni, da sottoporre all’Assemblea dei sindaci.

Acqua, 75 milioni di euro di investimenti in 4 anni per rete idrica e impianti di depurazione  PESARO – Investimenti per 75 milioni di euro in quattro anni su rete idrica e depurazione, con numerosi interventi dislocati su tutto il territorio provinciale. E’ quanto prevede l’Aato (Assemblea di Ambito territoriale Ottimale) di Pesaro e Urbino, che ha predisposto il “Piano degli interventi e tariffe 2016-2019”, presentato alla stampa dal presidente della Provincia e presidente Aato Daniele Tagliolini e dal direttore Aato Stefano Gattoni, da sottoporre all’Assemblea dei sindaci. “Gli interventi strategici messi in campo – ha evidenziato Daniele Tagliolini – porteranno alla soluzione di un problema storico, quello dell’approvvigionamento idrico, che nel territorio provinciale dipende per il 75% da acque superficiali, richiedendo trattamenti di potabilizzazione spinta molto costosi che incidono sulle tariffe, a differenza del resto delle Marche e d’Italia dove il prelievo avviene soprattutto da falde sotterranee. Dei 75 milioni di euro, circa 20 milioni saranno poi destinati ad adeguare i depuratori e la rete fognaria alla normativa europea, uscendo così dalla procedura di infrazione comunitaria, mentre circa 18 milioni serviranno a migliorare e riqualificare la rete acquedottistica, con un percorso di riduzione delle perdite, che nel 2011 erano di circa il 51% ed ora si attestano intorno al 30%. Tutti questi interventi porteranno ad una diminuzione, dal 2020, delle tariffe dell’acqua in bolletta e sempre attraverso le bollette abbiamo deciso di comunicare ai cittadini gli investimenti che di volta in volta andremo a fare”.  “I 75 milioni di euro di investimenti – ha sottolineato Stefano Gattoni – derivano per circa 68 milioni di euro dalla quota parte della tariffa riscossa dai due enti gestori Marche Multiservizi ed Aset e dalla riduzione, per circa 15 milioni di euro, dei canoni riconosciuti agli enti proprietari della rete. C’è poi un contributo del ministero dell’Ambiente di 7,2 milioni di euro. L’importo totale potrà essere ulteriormente incrementato di circa 2 milioni di euro per impegni che la Regione Marche ha già assunto ma non ancora deliberato”. Quanto alle tariffe, Gattoni ha evidenziato che “nel 2016 è previsto un aumento dell’1,5%, che scenderà nel 2017 all’1% e nel 2018 e 2019 allo 0,50%. Visti i tassi di inflazione previsti, è probabile che, già dal 2017, non si parli di incremento ma di diminuzione in termini reali”.  GLI INTERVENTI URGENTI Tra gli interventi più urgenti ci sono il prelievo e adduzione di acque sotterranee dai pozzi di S.Anna e S. Lazzaro di Fossombrone (per circa 300 litri di acqua al secondo) e la realizzazione della condotta per ricongiungersi all’acquedotto del Metauro (10  milioni di euro), il potenziamento del collegamento dell’acquedotto del Nerone con i comuni della valle del Foglia (1 milione e 370mila euro), la straordinaria manutenzione delle reti acquedottistiche per ridurre le perdite  nei Comuni dell’alta valle del Cesano (1 milione di euro) e dell’alta valle del Foglia (1 milione di euro), la straordinaria manutenzione del collettore fognario di fondovalle nei comuni della valle del Conca e allaccio/adeguamento alla rete di Morciano di Romagna (800mila euro), il potenziamento del depuratore di Cagli (in via di realizzazione, per 1 milione e 800mila euro), la raccolta e trattamento dei reflui a San Silvestro di Fermignano (200mila euro) e l’estensione e potenziamento della rete acquedottistica di S.Angelo in Vado (200mila euro).   Sul versante depurazione, verrà risolta la non conformità alla normativa europea per i depuratori a borghesia di Pesaro (entro il 2018, con stanziamento di 10 milioni e 500mila euro), Urbino (entro il 2016, spesa 2 milioni e 162mila euro), Vallefoglia (entro il 2018, spesa 4 milioni di euro), San Costanzo (entro il 2019, spesa 2,2 milioni di euro), Orciano (entro il 2019, spesa 1,6 milioni di euro), Gallo – Cappone (stanziamento 1,4 milioni di euro), mentre è stata già raggiunta la conformità per i depuratori di Fano e di Mondolfo.    (g.r.)

Tagliolini e Gattoni

“Gli interventi strategici messi in campo – ha evidenziato Daniele Tagliolini – porteranno alla soluzione di un problema storico, quello dell’approvvigionamento idrico, che nel territorio provinciale dipende per il 75% da acque superficiali, richiedendo trattamenti di potabilizzazione spinta molto costosi che incidono sulle tariffe, a differenza del resto delle Marche e d’Italia dove il prelievo avviene soprattutto da falde sotterranee. Dei 75 milioni di euro, circa 20 milioni saranno poi destinati ad adeguare i depuratori e la rete fognaria alla normativa europea, uscendo così dalla procedura di infrazione comunitaria, mentre circa 18 milioni serviranno a migliorare e riqualificare la rete acquedottistica, con un percorso di riduzione delle perdite, che nel 2011 erano di circa il 51% ed ora si attestano intorno al 30%. Tutti questi interventi porteranno ad una diminuzione, dal 2020, delle tariffe dell’acqua in bolletta e sempre attraverso le bollette abbiamo deciso di comunicare ai cittadini gli investimenti che di volta in volta andremo a fare”.

“I 75 milioni di euro di investimenti – ha sottolineato Stefano Gattoni – derivano per circa 68 milioni di euro dalla quota parte della tariffa riscossa dai due enti gestori Marche Multiservizi ed Aset e dalla riduzione, per circa 15 milioni di euro, dei canoni riconosciuti agli enti proprietari della rete. C’è poi un contributo del ministero dell’Ambiente di 7,2 milioni di euro. L’importo totale potrà essere ulteriormente incrementato di circa 2 milioni di euro per impegni che la Regione Marche ha già assunto ma non ancora deliberato”. Quanto alle tariffe, Gattoni ha evidenziato che “nel 2016 è previsto un aumento dell’1,5%, che scenderà nel 2017 all’1% e nel 2018 e 2019 allo 0,50%. Visti i tassi di inflazione previsti, è probabile che, già dal 2017, non si parli di incremento ma di diminuzione in termini reali”.

GLI INTERVENTI URGENTI

Tra gli interventi più urgenti ci sono il prelievo e adduzione di acque sotterranee dai pozzi di S.Anna e S. Lazzaro di Fossombrone (per circa 300 litri di acqua al secondo) e la realizzazione della condotta per ricongiungersi all’acquedotto del Metauro (10  milioni di euro), il potenziamento del collegamento dell’acquedotto del Nerone con i comuni della valle del Foglia (1 milione e 370mila euro), la straordinaria manutenzione delle reti acquedottistiche per ridurre le perdite  nei Comuni dell’alta valle del Cesano (1 milione di euro) e dell’alta valle del Foglia (1 milione di euro), la straordinaria manutenzione del collettore fognario di fondovalle nei comuni della valle del Conca e allaccio/adeguamento alla rete di Morciano di Romagna (800mila euro), il potenziamento del depuratore di Cagli (in via di realizzazione, per 1 milione e 800mila euro), la raccolta e trattamento dei reflui a San Silvestro di Fermignano (200mila euro) e l’estensione e potenziamento della rete acquedottistica di S.Angelo in Vado (200mila euro). 

Sul versante depurazione, verrà risolta la non conformità alla normativa europea per i depuratori a borghesia di Pesaro (entro il 2018, con stanziamento di 10 milioni e 500mila euro), Urbino (entro il 2016, spesa 2 milioni e 162mila euro), Vallefoglia (entro il 2018, spesa 4 milioni di euro), San Costanzo (entro il 2019, spesa 2,2 milioni di euro), Orciano (entro il 2019, spesa 1,6 milioni di euro), Gallo – Cappone (stanziamento 1,4 milioni di euro), mentre è stata già raggiunta la conformità per i depuratori di Fano e di Mondolfo.

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