“Fai la cosa giusta”. Sul ripescaggio del Fano in Lega Pro “è il momento delle decisioni importanti”

di 

8 giugno 2016

Sandro Candelora*

FANO – Il dado è tratto. Chi doveva deliberare ha deliberato. Giusta o sbagliata che sia; legittima, opinabile o gaglioffa a seconda dei punti di vita, la ‘tassa’ da pagare per aver diritto al ripescaggio in Lega Pro è stata confermata dal Consiglio Federale. Dimezzata rispetto allo scorso anno, è vero, ma pur sempre una stretta forca caudina attraverso la quale sforzarsi di passare per accedere al paradiso (RILEGGI QUI PRECEDENTE ARTICOLO PU24). Una patata bollente che ha scottato molti e parecchi altri scotterà, costringendoli a rinunciare ad ogni sogno di gloria. Brucerà anche le mani di patron Gabellini?

Claudio Gabellini

Claudio Gabellini

Già, perché ora la palla passa a lui in prima persona. E in seconda battuta a tutti quelli (pochi, tanti: chissà, lo diranno i giorni a venire) che vorranno stargli dietro, assecondandolo ciascuno per la propria parte (vero mondo politico, imprenditoria, sponsor, istituti di credito, organi di informazione, amici di sempre e avventizi dell’ultima ora?) in un passo che s’ha da fare. Ad ogni costo e senza trincerarsi dietro donchisciottesche dichiarazioni di principio che a questo punto parrebbero solo comodi alibi o autentiche ammissioni di paura. Cogliendo l’attimo con coraggio, orgoglio, senso di responsabilità e lungimiranza. Perché, statene certi, l’occasione non si ripresenterà più così vicina, quasi palpabile come adesso che il club granata è virtualmente ai primissimi posti fra le papabili, stanti i meriti propri e le disgrazie a vario titolo che stanno penalizzando le possibili contendenti. Sarebbe oltretutto il modo migliore di dare un senso finalmente compiuto a due annate vissute da protagonisti, secondi solo agli imbattibili e/o ai favoriti da appoggi superiori. Significherebbe anche onorare le gesta, memorabili e degne del massimo rispetto, di una squadra che ha letteralmente tirato fuori l’anima per arrivare all’obiettivo, centrandolo, come si è visto contro Fermana e Campobasso, con il cuore in mano e la lingua ormai fuori dai denti. Ricompenserebbe inoltre l’attaccamento di una tifoseria che è rimasta puntualmente in trincea, ingoiando bocconi amari, frustrazione, soprusi e abusi distribuiti a piene mani ben sapete da chi. E costituirebbe il trampolino di lancio verso una dimensione, la nuova Serie C popolata di nomi illustrissimi (citando a caso, da Livorno e Parma in giù: fate un pò voi e diteci se non sarà parente stretta della cadetteria), più consona alla piazza fanese e pregna solo di ricadute positive in termini di visibilità mediatica, richiamo popolare, introiti di diversa origine, appetibilità globale anche dai più tiepidi dei suiveurs. Tutta un’altra vita, insomma. Una nuova esistenza capace di far dimenticare gli stenti e le umiliazioni di una categoria, badate bene, che o la si lascia hic et nunc senza rimpianti oppure ci inghiottirà come inesorabili sabbie mobili. In taluni casi, di fronte a certe domande, la risposta deve essere una sola e all’unisono. Chiara, forte e senza alcuna ombra di dubbio. Per non macchiarsi poi dell’infamia perenne di chi poteva (e, perbacco, aveva il dovere a nome di tutti) e alla fine non ha voluto.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>