La Vuelle e le mille variabili di un mercato di giugno ancora troppo acerbo

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8 giugno 2016

PESARO – Il tifoso è un animale impaziente. Che quando arriva la stagione estiva si trasforma in cacciatore di notizie, vere o false poco importa, l’importante è che ogni giorno la sua squadra del cuore sia coinvolta in decine di trattative, anche quelle impossibili. Nascono così, soprattutto per il calcio, centinaia di siti specializzati, dove a fine giornata, una big come la Juventus, ha “rischiato” di acquistare 14 giocatori, che moltiplicati per una settimana, farebbero lievitare la rosa ad un centinaio di atleti. Perché poi di venderne uno non se ne parla mai, l’importante è sognare di portarne a casa il più possibile, con buona pace poi di chi li dovrebbe allenare e gestire durante l’inverno.

La pallacanestro italiana magari non ha ancora raggiunto la frenesia del calcio, ma nel suo piccolo, anche il nostro basket in estate si accende di notizie più o meno fondate, magari fatte girare ad arte da procuratori in cerca di notorietà e gloria per i propri assistiti, finendo così per accostare anche grandi nomi a piccole squadre. Ma naturalmente qualcosa di vero alla fine ci deve essere, anche perché ormai sono lontani i tempi sia dei giocatori bandiera, ovvero di quelli che rimanevano un paio di lustri nella stessa città, sia delle squadre con un progetto a lungo termine, preferendo invece rivoluzionare il proprio roster ogni anno.

Vuelle ConsultinvestMa come funziona il mercato? Quali sono i criteri per cui un giocatore sceglie una squadra invece di un’altra? La risposta più ovvia dovrebbe essere il vil denaro, ovvero va dove ti porta l’euro – o il dollaro – ma non è solo così. Perché ci sono anche altri parametri che intervengono nella scelta. Cerchiamo di far chiarezza usando come esempio la nostra Consultinvest:

La prima variabile rimane comunque il denaro e qui la Vuelle è messa meglio degli anni scorsi, ma si trova ancora dietro ad almeno una decina di squadre, parlando solo del campionato italiano e difficilmente chi sbarcherà a Pesaro lo farà per aver ricevuto un’offerta più alta della concorrenza.

La seconda variabile è la serietà della squadra in questione e qui Pesaro è messa onestamente bene, essendo una società che negli ultimi anni si è sempre distinta per la puntualità dei pagamenti, per l’organizzazione del proprio staff, per il calore e la competenza del proprio pubblico, senza dimenticarsi che tutto sommato Pesaro è una citta ancora abbastanza vivibile, vicina a quel divertimentificio che è la costa romagnola.

La terza variabile è la figura dell’allenatore e con l’arrivo di Piero Bucchi, la Vuelle ha alzato la famigerata asticella e, specialmente per un giocatore italiano, l’ex coach di Brindisi potrebbe rappresentare un motivo in più per firmare con Pesaro.

La quarta variabile è la possibilità di partecipare alle coppe europee, discorso complesso se non si parla di Eurolega e si dovrà valutare se l’eventuale partecipazione della Consultinvest alla Fiba Europe Cup – dove Pesaro si è pre-iscritta – sia più o meno conveniente, considerando che di fatto sarebbe la quarta coppa europea per importanza, dietro all’Eurolega, all’Eurocup e alla Fiba Champions League e la visibilità mediatica e televisiva sarebbe pressoché nulla.

La quinta variabile è il minutaggio concesso al giocatore – almeno inizialmente – perché è chiaro che un posto in quintetto fa gola a tutti, mentre finire ai margini delle rotazioni non fa piacere a nessuno, ma questo è più un problema delle grandi società come Milano, dove un centro italiano come Daniele Magro – nella lista dei 24 convocati per il preolimpico – non mette mai piede sul parquet, mentre a Pesaro ognuno troverebbe il suo spazio, avendo una rotazione più ridotta.

La sesta variabile è il famigerato progetto, quello che tutti pensano di avere tra le mani in questo periodo dell’anno, quando si parla di costruire una squadra equilibrata e con tutti gli uomini al loro posto, poi magari dieci giorni prima dell’inizio del campionato, Austin Daye ti chiama desideroso di tornare a Pesaro e devi rivoluzionare in fretta e furia il roster faticosamente costruito fino a quel momento.

Tutto questo preambolo per dire che giustamente, il tifoso vorrebbe tutto e subito e che, nel giro di una decina di giorni, la sua squadra del cuore fosse già completata, con tutti gli uomini al loro posto, pronti a sbarcare in riva al Foglia dopo Ferragosto per il ritiro precampionato, ma in fin dei conti, praticamente nessuno si ricorda se Lacey era stato firmato il 18 giugno o il 7 luglio, o se Gazzotti aveva firmato il 25 giugno o il 3 agosto, l’importante è completare la squadra per il raduno e averla composta nel miglior modo possibile, anche se ci sono scadenze prefissate come quella del 30 giugno – giorno in cui finisce la stagione sportiva precedente – che sono inderogabili ed entro la quale bisogna muoversi nel mercato degli italiani, tra svincoli, uscite dal contratto e opzioni di rinnovo lasciate scadere.

Siamo ancora agli inizi di giugno e sappiamo che in casa Vuelle sono vigili ed attenti sull’andamento di questo mercato, in cui ogni anno girano meno soldi e meno giocatori di livello, sappiamo che è stata sondata la possibilità di portare a Pesaro l’ex Brindisi David Cournooh, con Michele Ruzzier – in prestito da Venezia – come seconda alternativa per il ruolo di play di riserva, sappiamo che la pista Marco Cusin è ancora calda, nonostante la forte concorrenza di Reggio Emilia e sappiamo che in base al valore tecnico degli italiani, si deciderà se confermare la formula del 5+5 o di passare al 3+4+5, con il relativo esborso di centomila euro circa, perché una volta deciso di spendere questa cifra, forse sarebbe meglio usarla per acquistare un paio di italiani di buon livello, invece di “regalarli” alla Legabasket.

Ma sappiamo anche che ci vorrà ancora tempo e che più si aspetterà, più scenderanno le varie pretese economiche, sappiamo che una volta preso il primo giocatore, gli altri seguiranno nel giro di un paio di settimane, perché costruire una squadra è come assemblare un puzzle e una volta messe insieme le prime tessere, le altre si incastreranno di conseguenza e che molto si deciderà parlando a quattrocchi con i procuratori nei vari Camp in giro per il mondo, cominciando da quello di Treviso in programma nel fine settimana, perché l’importante, più che la tempistica, sarà la qualità dei giocatori che vestiranno la maglia della Consultinvest la prossima stagione.

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