Pesaro dice addio al FrecciaRossa. Il disappunto della Camera di commercio

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15 giugno 2016

FrecciarossaPESARO – La decisione di Trenitalia, con l’entrata in vigore dell’orario estivo, di abolire diverse fermate strategiche del Frecciarossa, tra le quali quelle di Pesaro e Forlì, “è un pugno diretto al sistema economico delle nostre province” e delinea “una sostanziale indifferenza dell’azienda ferroviaria verso i propri clienti che vivono e operano nella fascia costiera adriatica e che hanno necessità di collegamenti rapidi e sicuri, soprattutto in direzione del nord Italia”. Lo dicono, in una nota congiunta, i presidenti delle camere di commercio di Pesaro Alberto Drudi e quello di Forlì-Cesena Alberto Zambianchi.

I due enti camerali hanno deciso oggi di “avviare ogni iniziativa utile perché Trenitalia possa rivedere questa decisione”, anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei parlamentari eletti nei rispettivi territori. “Bisogna portare avanti un’azione congiunta, veloce e molto incisiva, perché tagliare i nostri territori dai nodi ferroviari di Bologna e Milano – insistono i due presidenti – significa isolarli, facendo fare un clamoroso passo indietro alla qualità del servizio”. Per Drudi e Zambianchi, inoltre, “è singolare che da un lato, l’azienda di trasporto ferroviario chieda alle Regioni di investire direttamente e in modo pesante nell’ammodernamento dei mezzi e, dall’altro, decida – senza alcun confronto serio – di mozzare fermate che sono vitali per le necessità dei territori”.

La mobilità ferroviaria lunga la costa Adriatica “torna indietro di un decennio” e costringe le persone a utilizzare l’auto: “Si scelga il treno o l’auto, chi in estate vorrà muoversi da Milano verso sud e viceversa si dovrà sottoporre a una vera e propria odissea, con tempi di percorrenza impensabili per un Paese civile e che, tra l’altro, vorrebbe fare del turismo e della ripresa economica due asset per attrarre risorse, specie dall’estero”.

Drudi e Zambianchi hanno detto no “alla continua penalizzazione che Trenitalia fa di quest’area del Paese” e hanno chiesto di essere ascoltati dall’azienda per trovare le soluzioni adeguate prima che “i flussi turistici di luglio e agosto rendano la situazione del trasporto veloce su rotaia impossibile da gestire”.

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