Giovedì al Cruiser la “Messa di Gloria” di Puccini inaugura la XX Estate Musicale Pesarese

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20 giugno 2016

PESARO – Giovedì 23 giugno (ore 21), nel panoramico Salone dell’Hotel Cruiser, si inaugura la XX edizione dell’Estate Musicale Pesarese.

EMP16 2La manifestazione, organizzata dal Coro Filarmonico Rossini con l’ impegno e la passione di sempre, si apre con un’opera sacra pucciniana, “Messa di Gloria”, composta dall’autore, come prova di diploma a soli vent’ anni. La struggente bellezza della partitura mette in luce l’incredibile maturità artistica del giovane Puccini. Nella seconda parte della serata verranno proposte celebri arie pucciniane per soli e coro.

Secondo appuntamento dell’Estate Musicale Pesarese venerdì 8 luglio, sempre nel Salone dell’Hotel Cruiser, con “Cavalleria Rusticana”, versione per soli, coro e pianoforte, con la regia del maestro Roberto Ripesi.

Per info e prenotazioni: 333.4162657

L’appuntamento del 23 giugno:

MESSA DI GLORIA (Patrizio Saudelli tenore, Roberto Ripesi basso, Anna Cornacchini soprano, Alessio Paolizzi al pianoforte; Coro Filarmonico Rossini; Roberto Renili direttore)

Nonostante questa composizione giovanile di Puccini fosse da tempo nota agli studiosi, la sua presenza nel repertorio concertistico e la sua conoscenza da parte di un pubblico più ampio di quello degli specialisti, data da un’epoca relativamente recente. La sua composizione risale al 1880, durante il periodo di apprendistato del giovane musicista a Lucca.

Giacomo Puccini

Giacomo Puccini

Nata come “prova finale” al Conservatorio, ed eseguita il 12 luglio 1880, in occasione della festa di San Paolino, il santo protettore delle campane, particolarmente venerato nella città toscana, ottenne al giovane compositore un largo successo. Nella partitura della Messa confluirono due lavori sacri scritti da Puccini per la medesima festività, un Motetto e un Credo. Concepita per un vasto organico vocale, comprendente solisti, coro a quattro voci miste e grande orchestra, la Messa è il primo lavoro pucciniano di grandi dimensioni, nel quale il compositore, partendo da solide tradizioni musicali, si cimentava apertamente con le espressioni più avanzate del suo tempo. La dimestichezza con la scrittura corale e con le forme del contrappunto <<osservato›› (particolarmente evidente nella fuga del Cum Sancto Spiritu”, nel quale il tema principale è combinato con grande maestria con il tema d’apertura del “Gloria”), si sposa con una personale rimeditazione dello stile sacro, (aperto a suggestioni verdiane), con una sensibilità melodica ormai del tutto definita e infine con un gusto timbrico che rivela le straordinarie capacità del futuro grande orchestratore. Puccini fu singolarmente legato a questa prova giovanile, in cui dimostra già una conquistata padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi.

Echi della Messa sono rilevabili nella successiva produzione operistica pucciniana, in particolare nell’Edgar e, soprattutto, nella Manon Lescaut: nel “Madrigale” del II Atto della Manola, confluì infatti quasi integralmente l’Agnus Dei, con poche modifiche strutturali necessarie a situarlo nel nuovo contesto. Alla luce di tutto questo si spiega l’alta considerazione nella quale la recente critica pucciniana ha tenuto questa Messa: basti citare, per tutti, uno dei massimi studiosi di Puccini, Mosco Carner: “La Messa di Puccini è un lavoro considerevole di circa duecento pagine di partitura, degno di essere ascoltato perché, oltre a contenere splendide pagine corali, è il più importante e ispirato tra i suoi primi lavori, e il punto culminante del suo stile come compositore di musica sacra”.

 

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