A rischio Casa Paci e i suoi progetti di reinserimento per i detenuti. La preoccupazione di Sel-Sinistra Italiana

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21 giugno 2016

Andrea Zucchi*

PESARO – Molto grave il mancato finanziamento della legge regionale 28, che rischia di sancire la fine dei progetti di reinserimento per i detenuti, come Casa Paci. SEL-Sinistra Italiana ne chiede il ripristino, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

Sel/Sinistra Italiana, da sempre attenta alle condizioni dei detenuti ed alle loro prospettive di reinserimento in società, ha colto con grande preoccupazione il grido di allarme recentemente lanciato da Antigone, a seguito del mancato finanziamento della legge regionale 28, grazie alla quale era possibile sostenere attività di formazione lavorativa per i carcerati, dentro e fuori le case di pena.

E’ ormai ampiamente dimostrato che i detenuti che partecipano a tali programmi riducono enormemente la possibilità di recidiva a delinquere una volta scontata la pena. Al contrario i carcerati che la scontano semplicemente in reclusione, senza usufruire di percorsi riabilitativi e di formazione – meglio ancora se utili al perfezionamento o acquisizione di una capacità lavorativa – finiscono per tornare a commettere reati, con percentuali fino al 70%, come affermato anche dall’ex ministro della Giustizia Severino al Sole24Ore.
Accogliamo quindi l’allarme dell’associazione Antigone Marche che ha opportunamente denunciato il mancato finanziamento della legge regionale 28, senza il quale non solo vengono messi a rischio tutti i suddetti progetti per i detenuti, ma anche la sopravvivenza di due strutture di accoglienza che operano in questo campo del reinserimento sociale, di cui una è Casa Paci, a Pesaro.
casa paci 2Grazie a queste strutture, è possibile seguire i detenuti in semilibertà o misure alternative al carcere, in attività lavorative all’esterno dello stesso, in affidamento in prova ai Servizi Sociali, onorando quindi l’articolo 27 della nostra costituzione, che impone una valenza rieducativa per le pene detentive e non meramente reclusiva, garantendo al tempo stesso una maggiore garanzia di sicurezza per la società. Come fortemente auspicato dallo stesso presidente Mattarella, che ritiene indispensabile offrire ai detenuti opportunità di istruzione, lavoro, integrazione sociale, per un vero recupero e reinserimento, nonchè da Papa Francesco, che invita a far di tutto per non abbandonare i carcerati lasciandoli nella condizione di tornare a delinquere.
Anche SEL-Sinistra Italiana chiede, come Antigone, che dopo lo sforzo fatto per ridurre il penoso sovraffollamento carcerario, si ripari a quest’altra grave mancanza reinserendo nella manovra di bilancio, che dovrebbe andare in Consiglio Regionale oggi, le risorse necessarie ai programmi di recupero e inserimento lavorativo e sociale per i carcerati: ne beneficeranno non solo loro, ma l’intera società civile, in una vera opera di prevenzione che li restituisca come risorse per la comunità, e non come elementi a rischio.
*Sel- Sinistra Italiana

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