Ricci al Forum Anci: «Ecco la nostra proposta di autoriforma territoriale»

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22 giugno 2016

PESARO – Insiste sui nuovi assetti di governance, Matteo Ricci, spingendo sulla nuova proposta Anci di autoriforma territoriale, in apertura del Forum sulle gestioni associate organizzato dall’associazione dei Comuni italiani in via dei Prefetti. Un tavolo che raduna, tra gli altri, il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, i sottosegretari all’Interno, Gianpiero Bocci e alle Riforme Costituzionali, Luciano Pizzetti oltre al Consigliere economico del Presidente del Consiglio, Luigi Marattin. Parte con i punti fermi: «Passare dalla logica dell’aggregazione secondo il criterio demografico a quella per bacini omogenei. Lasciando ai sindaci sul territorio la scelta delle funzioni da mettere insieme che dovranno, almeno in partenza, essere tre». Ancora: «Estendere la logica dell’associazionismo a tutti i comuni italiani. Non soltanto a quelli con meno di 5mila abitanti, arrivando ad una soluzione condivisa entro la prossima legge di stabilità».

Forum AnciOsserva il sindaco di Pesaro: «Il tema dell’aggregazione comunale non riguarda solo i piccoli centri. Soprattutto nel momento in cui si affronta una riforma che andrà a svuotare il potere delle Province». Quindi: «Allo svuotamento dei livelli di intermedi di governance territoriale non potrà che corrispondere il rafforzamento del ruolo dei Comuni. A meno che non si voglia attribuire alle Regioni poteri gestionali. Cosa del tutto contraria alla logica della sussidiarietà, secondo cui i servizi devono essere gestiti dagli enti più vicini ai cittadini (riferimento ai Comuni, ndr)». Sui ‘bacini omogenei’ chiamati ad associare le funzioni fondamentali, Ricci specifica: «Saranno i sindaci a definire questi nuovi assetti sulla base di dati morfologici, geografici o socio-economici. I bacini dovranno aggregare almeno tre funzioni, per non ingessare subito la loro funzionalità. E partendo da scuola e trasporti, estendersi ad altre funzioni». L’Anci auspica una soluzione a breve: «Di certo entro la prossima legge di stabilità. Un quadro condiviso di regole è assolutamente necessario. Anche perché, sul tema, assistiamo ad un panorama regionale alquanto frammentato, con Regioni che hanno legiferato in modo diverso ed altre che non lo hanno fatto». Necessaria, secondo Ricci, «una regia nazionale», così come «sono ben attesi tutti gli incentivi economici, nazionali o regionali che possano accompagnare questo percorso. Ma se saltiamo l’appuntamento della prossima legge di stabilità rischiamo di ripiombare nuovamente nella logica delle proroghe, che non favorirà l’esigenza di innovare la governance».

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