Ricci al forum nazionale Cgil: “Aggregare per mantenere servizi e welfare”

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23 giugno 2016

Matteo Ricci e il ministro Marianna Madia

Matteo Ricci e il ministro Marianna Madia

ROMA – “La riforma della pubblica amministrazione? Necessaria per velocizzare e modernizzare. Ma anche per mantenere la capacità di erogare i servizi e salvaguardare il welfare”. Al tavolo del Forum nazionale Cgil con il segretario generale Susanna Camusso, e il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia, Matteo Ricci ricerca sponde: “Possiamo aiutarci a vicenda: al governo chiediamo rinnovo del contratto, turnover e rinnovamento della classe dirigente; il sindacato, in parallelo, sostenga i processi di aggregazione dei Comuni per bacini omogenei”.

Il sindaco avverte: “La centralizzazione avviene se i territori non sono in grado di autoriformarsi. No allo sport nazionale che dice agli altri come si deve cambiare”. E rimarca il concetto: “Ottomila Comuni, così come li abbiamo conosciuti finora, non reggono più. Con lo svuotamento delle Province vanno rafforzati, o la centralizzazione avviene nei fatti. Il tema non riguarda solo i piccoli centri. E’ il momento di aggregare: va fatto nella prossima legge di stabilità”. Virata sul criterio, “che non può essere demografico: il rischio è aggregare debolezze, generando mostri territoriali. Noi guardiamo al bacino omogeneo, individuato nei territori su caratteristiche morfologiche, geografiche e socio-economiche. Un luogo di collaborazione tra sindaci, partendo almeno da tre funzioni associate. Dentro le Unioni in questi ambiti, poi, chi vorrà volontariamente fondersi potrà farlo attraverso referendum, come previsto già ora”.

La strada è obbligata, per il vicepresidente Anci, anche in chiave riforma del pubblico: “Grazie allo sblocco del patto di stabilità, per i Comuni con avanzo e cassa si è aperta una nuova stagione di investimenti pubblici, che ora chiediamo al governo di rendere strutturale. Ma le sofferenze, nei prossimi anni, saranno sulla parte corrente dei bilanci. Le tre voci più consistenti sono sociale, cultura e personale. Non possiamo pensare di tagliare sulle prime due, altrimenti si ridurranno il welfare e la capacità di crescita su turismo e servizi. A meno che non si pensi di aumentare le tasse locali, cosa da scongiurare. La spesa per il personale, dunque, non potrà crescere. E’ un dato di fatto». Si aggiunge che «il problema principale, quello della mancanza di personale, oggi riguarda piccoli e medi Comuni. Questa, dentro il contesto, è la priorità su cui intervenire”.

L’aggregazione, quindi, diventa “la via per salvaguardare il sociale. La riorganizzazione della macchina amministrativa? Essenziale: non si tratta di diminuire il personale, che va motivato con il rinnovo contrattuale. Bene anche la ricerca del turnover, con la flessibilità in uscita. Ma in parallelo bisogna aggregare per ottimizzare: un bravo dirigente del Comune di Pesaro non può esserlo anche per i Comuni del relativo bacino omogeneo?”.

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