Vuelle, il tempo c’è ma adesso bisogna iniziare a muoversi. La situazione del mercato biancorosso

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23 giugno 2016

Vuelle Consultinvest tifosiPESARO – David Cournooh playmaker, Trevor Lacey guardia, Simone Fontecchio ala piccola, Marco Cusin e Tau Lydeka sotto i tabelloni. Non sarebbe stato un brutto quintetto per provare a risalire la china, ma nessuno di questi cinque giocatori dovrebbe vestire la maglia della Consultinvest la prossima stagione. Infatti Lacey e Lydeka voleranno fino a Sassari, in un Banco di Sardegna pronto a tornare nelle prime quattro in Italia e a farsi largo in Europa, ed è giusto ricordare che i sardi hanno tuttora un budget due volte e mezzo superiore a quello pesarese e al di là delle dichiarazioni di rito… non ci si può aspettare che un biennale da 200mila abbia lo stesso valore economico di un annuale da 150mila. Discorso diverso la firma di Cournooh per Pistoia, squadra che dovrebbe essere nella stessa fascia della Vuelle. Averlo lasciato prendere la strada della Toscana suona come un campanello d’allarme per il mercato futuro del presidente Costa, che sappiamo non ama partecipare ad aste al rialzo, ma purtroppo in questa fase della stagione non contano solo serietà e sicurezza economica e per convincere un giocatore di fascia medio-alta ad approdare in riva al Foglia, bisogna usare anche l’astuzia.

Rimane ancora un piccolo spiraglio per l’ingaggio di Cusin, che comunque viaggia a cifre di tutto rispetto (200.000?) e rappresenterebbe lo stipendio più oneroso della Consultinvest 2016-17. Il pivot della Nazionale ha dalla sua parte la penuria di lunghi italiani sul mercato e, giustamente, cerca di monetizzare al massimo, avendo la sicurezza di non rimanere senza lavoro, con Avellino e soprattutto Torino pronte a dargli quello che richiede. C’è ancora la possibilità di ottenere da Milano il prestito di Simone Fontecchio, ma prima si dovrà avere la certezza che il migliore italiano classe ’95 firmi veramente per l’Armani, per non rischiare un nuovo “caso Lacey”, che ha rifiutato un triennale offertogli dai campioni d’Italia scegliendo di firmare un annuale con Sassari. A Milano sono in attesa di conoscere le decisioni di Alessandro Gentile, che sembra intenzionato a tentare l’avventura nella Nba, facendo così incassare all’Armani il buyout di 750.000 euro, soldi che sarebbero in parte spesi per ingaggiare Fontecchio, in un ruolo come quello di ala piccola già occupato da Rakim Sanders e da Awudu Abass, ma nessuno vieta a coach Repesa di tenersi anche Fontecchio come polizza assicurativa, anche se un ragazzo di 21 anni avrebbe bisogno di giocare tanti minuti.

Pesaro si ritrova così ad aver perso un paio di settimane ad inseguire giocatori di buon livello, senza avere la capacità di convincerli a firmare per la Consultinvest che, nonostante non sia più la cenerentola economica della serie A, non riesce a fare quel salto di qualità auspicato dalla tifoseria. Almeno sul fronte degli italiani di livello è finito l’assalto ai giocatori di fascia A e B, ovvero quelli che andranno a Torino per il preolimpico (fascia A come Cusin) o quelli come Cournooh (fascia B) che facevano parte del listone dei 24. Si dovrà cominciare a sondare il terreno per quelli di fascia C, come potrebbero essere Ruzzier e D’Ercole per il ruolo di play di riserva. Ma qui si dovrà decidere se continuare con il 5+5 di basso livello come negli anni precedenti o passare ad un più logico 3+4+5, decisone che ci sembra inevitabile, dopo non essere riusciti ad alzare la qualità del pacchetto italiani, in fin dei conti i 100mila euro che si dovranno “sprecare” per cambiare formula erano già stati virtualmente spesi nell’inseguimento di Cusin, Lydeka e Cournooh.

Cosa succederà adesso? Si aspetterà la fumata nera per Cusin, unico giocatore italiano che allo stato attuale delle cose ti permetterebbe di continuare con il 5+5 e, una volta preso atto del suo approdo a Torino od Avellino, si dovrà subito virare rotta, senza aspettare le decisioni milanesi su Fontecchio – il cui arrivo a Pesaro in ogni caso non basterebbe per continuare con la vecchia formula –  e cominciare subito la ricerca di sette nuovi stranieri che indosseranno la canotta della Consultinvest dal prossimo settembre, rivolgendosi finalmente al mercato dell’est europeo, ingiustamente bistrattato negli ultimi anni. Ci sarebbe piaciuto poter firmare in questa fase del mercato italiani di buon livello, magari con contratti biennali, anche per non dover ricominciare da capo ogni estate, ma lo staff biancorosso non è riuscito nel suo intento, non sappiamo se per congiunzioni astrali sfavorevoli o per mancanza di appeal del nome di Pesaro. Così non rimane altro che rimboccarsi le maniche e ripartire da tre italiani che possono tenere tranquillamente il campo come Gazzotti, Ceron e un play di riserva e da sette stranieri di buon livello. Il tempo c’è, ma è ora di cominciare a muoversi sul serio.

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