Pesaro Doc Fest, il “reading” di Zingaretti con tramonto sul San Bartolo per dar via alla seconda edizione

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24 giugno 2016

Reading unoPESARO –  Anteprima con tramonto sul San Bartolo per il Pesaro Doc Fest 2016. Nella vigna della Fattoria Mancini, a Rive di Focara, è andato in scena il reading di Luca Zingaretti, che ha aperto il sipario sulla seconda edizione pesarese del festival del documentario sociale e di costume (da domani a domenica 26 giugno, tra Sperimentale e piazza del Popolo; programma completo: www.pesarodocfest.it, ndr). L’attore e regista, come annunciato al Teatro Argentina nella presentazione romana del Festival, ha proposto ai presenti il monologo scritto da Giuseppe Cesaro  – «mio nuovo autore» –  intitolato ‘Stronzate’. «Dedicato a terrorismo e immigrazione, i due temi di approfondimento del festival: abbatte i luoghi comuni», aveva anticipato il direttore artistico. Una sorta di elogio dei dubbi in contrapposizione alle verità assolute, «per sfatare le dicerie».

«Matteo Ricci me l’aveva detto, ma non pensavo che questo fosse un posto così speciale», si è stupito Zingaretti, guardandosi intorno, prima di presentare il format del festival. Che alternerà incontri, dibattiti e proiezioni. Tra gli ospiti in arrivo Paolo Mieli, Diego Bianchi (da Gazebo), Giorgio Terruzzi e Marcello Pastonesi, Franco Angioni, Maurizio Molinari, Cesare Bocci e Daniela Spada, Corrado Formigli. «E ovviamente i documentari. Nove i titoli nazionali e internazionali in concorso, divisi in due sezioni: ‘PesaroDocFest in concorso’ e ‘Giovani documentaristi’», ha proseguito il direttore artistico.  «Lo scorso anno la risposta è stata entusiasmante. Location cambiate di continuo dalla gente che c’era.  L’edizione 2015 ci ha corroborato e siamo qui di nuovo. Grazie a tutti gli sponsor, in primis Bcc Gradara».  Sul palco ha chiamato  Luigi Mancini, il padrone di casa. E ha citato la moglie Luisa Ranieri, presente tra il pubblico: «Oggi è il nostro quarto anniversario, sopportarmi non è facile…», ha scherzato.

ReadingPer il sindaco Matteo Ricci, un’altra cartolina da spedire: «Il  luogo è magico, dimostra la bellezza del territorio e le sue potenzialità dal punto di vista turistico. Che ora, però, dobbiamo vendere di più. Così come il nostro tramonto sul mare ‘ad est’, unico, che può diventare brand regionale. Magari anche in collaborazione con Ancona. La volontà è crescere su turismo e servizi. Quando si investe sulla cultura, Pesaro risponde. Lo abbiamo visto con l’aumento dell’80 per cento degli abbonati alla stagione teatrale.  Zingaretti per noi è un testimonial incredibile, il suo amore per Pesaro è una fortuna. E il festival, che quest’anno offre un programma di grande rilievo, può diventare un appuntamento fisso per veicolare le bellezze della città».

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