“A riveder le stelle”. Svolta epocale per l’Alma. L’analisi di Candelora

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29 giugno 2016

Sandro Candelora*

FANO – C’erano infinite ragioni per decidere in un senso. Altrettante, e fors’anche, di più per non propendere per l’altro. Alla fine hanno prevalso il cuore e la ragione. Per una scelta coraggiosa e non priva di rischi che ha saputo coniugare al meglio la sana logica e la matrice passionale. Proponendosi alla buon’ora di formulare la domanda di ripescaggio in Lega Pro, dopo lunghi e cavillosi tentennamenti che devono averlo visto legittimamente impegnato a spaccare il classico capello in quattro, Gabellini in buona sostanza ha fatto ciò che gli si chiedeva, quello che gli imponevano elementari motivi di praticità non meno che gli impegni morali assunti verso la piazza. Il patron granata era infatti in debito d’onore con la città, avendo preso il club tra i professionisti, e si è così riscattato facendo di tutto per riportare l’Alma dove l’aveva trovata un lustro addietro. Perseguendo pragmaticamente l’unica strada percorribile, quella contorta ed estenuante della burocrazia, ché pensare di transitare dalla via maestra della promozione sul campo a conti fatti appare poco meno che pura utopia, come hanno dimostrato le ultime due stagioni, esaltanti è vero ma tali da lasciare tutti con un palmo di naso per quanto attiene al primo posto, il solo che vale davvero.

Claudio Gabellini e il sindaco Massimo Seri allo stadio Mancini

Claudio Gabellini e il sindaco Massimo Seri allo stadio Mancini

Da uomo d’affari navigato qual’è ha capito pure che a fronte di esborsi economici non indifferenti vi sono validi argomenti per accettare la sfida con fiducia e raziocinio, se non con manifesto entusiasmo: parliamo della visibilità, del coinvolgimento popolare, dei riscontri pure finanziari, dell’interesse globale ed eccelso di una categoria, la nuova serie C, che avrà poco o nulla da invidiare alla cadetteria. Scorrere l’elenco delle squadre partecipanti per credere… C’era insomma da cogliere l’attimo fuggente, pena il collasso totale dell’universo calcistico fanese, e il presidente non si è tirato indietro, spalleggiato da chi (in primis le istituzioni rappresentate dal sindaco Seri e quell’encomiabile manipolo di imprenditori che ha risposto presente all’appello) con lungimiranza ha compreso le prospettive, in cascata appaganti per tutti, di un ritorno al calcio che conta. Non meriterebbe nemmeno una citazione di contro chi potendo dare una mano concreta al progetto ha ancora una volta girato le spalle alla causa granata, preferendo restarsene nel comodo ma disdicevole cono d’ombra dell’ignavia. Del resto, abbiamo capito da un pezzo che certi personaggi è meglio perderli che trovarli. Alea iacta est, dunque, per il riconoscente gaudium magnum di tutti. E ora che si sta per riconquistare il paradiso perduto sarà bene fare in modo di restarci a lungo e in maniera dignitosa. In tal senso, ciascuno dovrà fare la sua parte e non si dovrà sbagliare praticamente nulla, iniziando subito a collocare gli uomini giusti al posto giusto. Perché se era delittuoso rinunciare ad una chance più unica che rara sarebbe adesso imperdonabile giocarsela male. O non giocarla affatto.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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