L’associazione Vallefoglia parla di “non cambiamenti”

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7 luglio 2016

Dall’associazione Vallefoglia riceviamo, e pubblichiamo, la seguente nota:

I NON ….CAMBIAMENTI DI VALLEFOGLIA

Qualche settimana fa è apparso un volantino che ritraeva il vecchio Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e l’attuale, a celebrare il secondo anno di Ucchielli quale capo del comune di Vallefoglia. Ed il titolo recitava esattamente ….il cambiamento.

Il cambiamento ….già ..ma quale?

Il semplice cambio generazionale vecchio / giovane, non vuol dire necessariamente miglioramento o progresso o innovazione. Ci sono giovani che pensano in modo molto vecchio e vecchi che hanno visioni molto più avanzate dei giovani.

Il cambiamento che diventa opportunità, di sviluppo, di progresso, è vero cambiamento ed è quello che amiamo.

Il nostro è un periodo denso di modifiche che quasi mai sono sintomo di progresso (la Brexit infatti difficilmente può essere interpretata come un passo avanti, anzi …esattamente due indietro). La gente chiede cambiamento ma non sempre chiede innovazione o progresso o miglioramento. Più è forte la paura del futuro più ci si ferma alla ricerca di garanzie, di coperture, di rassicurazioni, impedendo così qualsiasi miglioramento, qualsiasi innovazione, qualsiasi progresso. Per paura del cambiamento a Benevento per esempio cambiano facendo un salto (anche due) nel passato, con Clemente Mastella. La vecchia politica della spesa pubblica molto facile che ritorna.

Anche a Vallefoglia questa paura ha permesso il ritorno di politici della “prima repubblica”, gente abituata alla spesa facile e deresponsabilizzata, tanto pratica della politica da occuparsi dei bisogni della collettività senza guardare alla situazione sociale ed economica del momento storico, bravi nel breve periodo ad usare i soldi pubblici in modo generoso per consolidare un facile consenso. E mentre l’economia come la politica hanno bisogno, non di demagogia né di populismo, pro o anti-governativo, ma di trasparenza e responsabilità, noi assistiamo al ritorno di vecchie forme di gestione politica. Spesa facile (l’anno 2015 il bilancio del comune si è chiuso con un buco di oltre 500 mila euro), incarichi professionali che si affidano più per conoscenza che per tecnica, cantieri, lavori e servizi si affidano con corsie “preferenziali” interpretando e forzando le normative che invece sono state create per permettere una gestione sempre più trasparente della cosa pubblica.

La paura del cambiamento, della trasparenza ha quindi generato amministratori sicuramente protettivi e “protezionistici”, intenti a consolidare la rete del consenso ma meno preoccupati del futuro di una comunità.  D’altronde la differenza tra un uomo di Stato ed un uomo politico è proprio questa: il primo si preoccupa del bene dello Stato, quindi di tutti, il secondo del bene necessario alla propria rielezione.

Va tutto male quindi? Sicuramente no …per il momento. D’altronde viviamo una realtà territoriale in cui sono esistite anche istituzioni solide ed amministrazioni qualificate per cui il lavoro di demolizione non ha ancora prodotto molti danni, ma li produrrà ….

Per avere Istituzioni ed amministrazioni forti c’è bisogno non solo di politici con una visione di futuro e competenti ma anche di funzionari ed impiegati in gamba e preparati, bravi a capire la necessità di  una società che cambia per effetto di una crisi economica epocale. E’ chiaro che politici mediocri e pigri possono invece vedere un ostacolo ai propri interessi in una struttura amministrativa autonoma e preparata. Anzi sicuramente faranno di tutto per tenerla al “proprio posto”, e cercheranno di svilirla, appiattendola, premiando  la fedeltà ai capi.

A Vallefoglia non c’è stato cambiamento … anzi abbiamo fatto un brutto passo indietro. E l’idea che con la fusione ci sono più soldi da spendere non può tranquillizzare se questi soldi saranno spesi non per un Comune moderno ma solo per consolidare il consenso….e allora saranno soldi spesi inutilmente.

ASSOCIAZIONE VALLEFOGLIA

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