Clai con la nazionale di tennis a Pesaro per difendere il 100% Made in Italy

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12 luglio 2016

PESARO – Tradizione, esperienza e trasparenza. CLAI, Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi, si presenta alla tappa della Davis Cup BNP Paribas di Pesaro (match tra gli azzurri e l’Argentina) come una delle realtà italiane agroalimentari integrate più conosciute e importanti a livello nazionale e internazionale nel comparto salumi, presente nel mercato delle carni fresche suine e bovine e ancora più nota come “specialista” del salame.

È con questi presupposti che CLAI ha deciso di associare la propria immagine alla Davis Cup BNP Paribas e alla Nazionale di Tennis Italiana, ambasciatrice di educazione, socializzazione, salute e simbolo di italianità nel mondo. Un concetto di Made in Italy che a CLAI sta molto a cuore e sul quale ha puntato fortemente quest’anno, lanciando una ricerca nazionale sul rapporto tra gli italiani e il consumo di carne 100% Made in Italy.

Giovanni Bettini - Presidente CLAI

Giovanni Bettini – Presidente CLAI

Disponibili a pagare di più. Anche il 20% in più. L’importante per i consumatori italiani è che il cibo, in questo caso il salame, sia prodotto da carni 100% italiane. E alla domanda:”Quando acquista del salame quanto è importante per lei che sia prodotto con carni italiane?”, l’89,5% degli intervistati conferma come il consumatore sia fortemente attento al momento dell’acquisto. La qualità soprattutto. Così il Made in Italy vale anche per il consumatore italiano. E’ questo quanto emerge dalla ricerca svolta da CLAI in collaborazione con Euromedia Reserach. Inoltre, il 65,3% degli intervistati ha dichiarato di comprare esclusivamente carne 100% italiana e per avere la certezza dell’origine completamente italiana delle carni il 39,7% sarebbe disposto a spendere fino al 5% in più, mentre il 31,4% si dichiara disposto a spendere dal 5 al 20% in più.

Le Marche rappresentano uno dei territori dell’Italia in cui si ha il maggior numero di consumo di Salumi, l’86% li consuma almeno una volta al giorno. “Non c’era occasione migliore – spiega Giovanni Bettini, presidente CLAI – per presentare la nostra indagine e per abbinarci a un evento sportivo in cui la nazionale di tennis può continuare ad essere protagonista in una Regione come le Marche dove CLAI è presente è fortemente radicata nel territorio con 68 punti vendita e dove l’anno scorso ha fatto registrare un +23% sulle vendite. Vogliamo avvicinarci ad un target familiare vicino alle tradizioni agroalimentari italiane, che preferisce le cose buone e genuine, attento alla sostenibilità, con forte attitudine a influenzare abitudini e comportamenti di spesa: un pubblico caratterizzato da una passione per la qualità Made in Italy”.

“Come secondo piatto – conclude Giovanni Bettini –  durante l’aperitivo ma soprattutto a merenda: i salumi, oggi, sono sempre più una categoria di alimenti adatta a tutta la popolazione e a diversi momenti di consumo, in grado di soddisfare la ricerca del gusto e, allo stesso tempo, in linea con le raccomandazioni dietetiche della comunità scientifica. Una fonte di proteine, vitamine e grassi, in grado di soddisfare e di rispondere alla crescente attenzione alla salute e al benessere di tutti i target, compresi gli sportivi”.

 

IL MERCATO DEI SALUMI (Fonte: ASSICA – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria)

 

Incremento a due cifre per le esportazioni di salumi italiani nel 2015. Secondo le elaborazioni ASSICA – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria – sui primi dati ISTAT nel corso del 2015 l’export italiano di salumi ha raggiunto quota 165.250 ton (+10,7%) per un fatturato di 1,352 miliardi di euro (+7,1%).

Il 2015 è stato un anno di crescita eccezionale per il comparto dei salumi in Italia, nonostante le difficoltà economiche riscontrate a livello mondiale. Grazie a questa dinamica il saldo commerciale del settore ha registrato un incremento del 9,1% per oltre 1,1 miliardi di euro. Le esportazioni del settore, in termini di fatturato, hanno mostrato una accelerazione rispetto all’industria alimentare (+6,7%) e decisamente più brillante di quello complessivo del Paese che ha chiuso l’anno con un +3,9%.

Per quantità (ton), i SALAMI rappresentano il 18% dell’export dei salumi e il 20% per ciò che concerne il valore (mln), attestandosi come secondo salume produttore di valore (dietro i prosciutti crudi che rappresentano più di metà del mercato).

Export 2015/2016 – SALAMI: trend positivo che arriva a quota 28.170 ton (+10,3%) per circa 264 milioni di euro (+3,9%). Molto buoni, soprattutto con riferimento alle quantità, gli scambi con la UE28: +10,5% in quantità e +2,9% in valore.

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