I bagnini pesaresi pronti a marciare su Roma e Bruxelles

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14 luglio 2016

Spiaggia mare turismoPESARO – I balneatori della provincia di Pesaro e Urbino sul piede di guerra e disposti ad arrivare prima a Roma e poi se non bastasse fino a Bruxelles per protestare. “Il pronunciamento negativo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in Lussemburgo, relativa alla proroga delle concessioni demaniali marittime al 2020 – per Sabina Cardinali, presidente di CNA Balneatori della provincia di Pesaro e Urbino –  rappresenta un colpo durissimo per l’intero sistema turistico nazionale”.

Ed ancora “Tocca adesso al Governo trovare gli strumenti che consentano alle 30mila imprese balneari italiane (160 sul litorale da Gabicce a Marotta), di proseguire la propria attività, garantendo gli investimenti realizzati, i livelli di occupazione e il lavoro di una vita”.

Per la CNA la scelta della Corte – relativa a una decisione del Tar della Lombardia di prorogare al 2020 una concessione nel comprensorio bresciano dei laghi di Garda e di Idro – non ha voluto tener conto degli importanti rilievi mossi in giudizio dai legali, che avevano rappresentato le ragioni delle imprese del turismo balneare italiano, eccependo in particolare la non applicabilità, al caso specifico, della Direttiva servizi dell’Ue, meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein”.

“Invece – aggiunge Giacomo Gaudenzi, presidente della CNA cittadina – sulla non limitatezza della “risorsa spiaggia”, un altro dei motivi centrali della difesa dei balneari, la Corte sottolinea che spetta la giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni. Su questo aspetto apriremo un confronto con il governo per far ripartire il negoziato sul «doppio binario» che preveda la continuità aziendale per le attuali imprese balneari”.

I balneatori Cna di Pesaro e Urbino annunciano già da ora lo stato di mobilitazione della categoria e chiedono che il governo predisponga, “attraverso lo strumento tipico dell’urgenza, ovvero il decreto-legge, le misure che permettano ai nostri imprenditori di poter esercitare, in piena legittimità, la propria attività nelle attuali concessioni in considerazione che questo pronunciamento cade nel pieno della stagione turistica estiva”.

“Alla politica – concludono Gaudenzi e la Cardinali – chiediamo infine di aprire un negoziato con gli organismi comunitari, sin qui troppo timido e inefficace rispetto ai diktat di Bruxelles, che permetta a migliaia di imprese di contare su un lungo periodo di certezza nell’esercizio della propria attività. Un obiettivo che l’Italia potrà raggiungere, valorizzando le peculiarità e specificità del nostro sistema turistico costiero, facendo fronte comune con altri Paesi dal turismo costiero simile al nostro, come Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, interessati quanto l’Italia alla revisione della Direttiva Bolkestein in materia di servizi e favorevoli all’attività delle attuali imprese turistiche della balneazione”.

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