Banchina intitolata a Cevolini. Il sindaco Ricci: “Il porto è la nostra storia”

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16 luglio 2016

PESARO – Il 15 dicembre 1914, mentre stava lavorando all’hangar per dirigibili per la marina regia, nel porto di Pesaro, Alfredo Cevolini intuì che la trave che sosteneva la costruzione stava per crollare. D’istinto salvò il sottoufficiale vicino a lui, mettendolo al riparo. Ma la trave lo investì e il gesto gli costò la vita. Un atto di eroismo ricordato questa mattina, con l’intitolazione di una banchina al marinaio medaglia d’argento al valor civile, nella darsena testimone del fatto.

Dice Matteo Ricci: “La storia del porto lega personaggi e vicende straordinarie. Da raccontare perché descrivono l’anima della città”. Così, prosegue, il sindaco, “con il suo altruismo Cevolini ha dimostrato un grande cuore. Dal ricordo di queste figure si deve ripartire per costruire il futuro. Non a caso, sul porto, stiamo lavorando con determinazione. Proprio in quei luoghi dove all’inizio del Novecento si voleva costruire un hangar vogliamo far rinascere il Cantiere Navale: un tassello del ‘Portobello’ che riparte con prospettive positive”.

Targa scoperta davanti ai due nipoti del marinaio – l’omonimo Alfredo Cevolini e Luigi Coraducci – alla presenza del comandante Angelo Capuzzimato, dell’assessore Della Dora, del consigliere regionale Andrea Biancani, del presidente della Banca di Pesaro Massimo Tonucci. Commenta Mila Della Dora: “L’iniziativa del Comune, in collaborazione con la Capitaneria, è sostenuta dalla Banca di Pesaro (presentata al Club Nautico la nuova edizione del volumetto “Profili e personaggi del porto di Pesaro”, ndr) ed è stata fortemente voluta dalla famiglia Cevolini. Le figure che appartengono al porto sono le nostre radici”.

In parallelo la vedetta della guardia costiera saluta l’intitolazione della darsena alle Capitanerie di Porto, alla vigilia della chiusura del 150esimo anniversario del Corpo.

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