Agriturismi, un settore che si sta gradatamente autoregolamentando. Il report dei controlli della Forestale e delle sollecitazioni di Confcommercio

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19 luglio 2016

PESARO – Superata la boa dei due-terzi di un triennio di controlli apparecchiati sulla convenzione fra Regione Marche e Corpo Forestale dello Stato, il ritratto dei 125 agriturismi presenti sul territorio provinciale pesarese (500 quelli marchigiani) è il ritratto di un settore che si sta gradatamente autoregolamentando. Un’autoregolamentazione costruita sull’onda di una normativa più chiara e rigida dopo anni di eccessiva manica larga sul settore. Quella più volte stigmatizzata dalla Confcommercio di Pesaro-Urbino. Che oggi – nella stessa sede dell’associazione di categoria – ha voluto esporre il report di un settore che sta cambiando modellandosi sulla normativa di legge.

Mario Di Remigio, Maurizio Cattoi, Amerigo Varotti, Marco Santilli

Mario Di Remigio, Maurizio Cattoi, Amerigo Varotti, Marco Santilli

Cambiamento accolto con favore dal direttore provinciale Confcommercio Amerigo Varotti e dal presidente provinciale dell’Associazione Ristoratori Mario Di Remigio. “Il chiarimento che non ci stancheremo mai di fare – ha ricordato Varotti – è quello di una Confcommercio che non ha nulla contro il settore degli agriturismi. Che anzi sono uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri prodotti agricoli. Ma viceversa siamo sempre stati contro la concorrenza sleale che gli agriturismi negli anni hanno troppo spesso creato giovandosi di una confusione normativa che è finita per sfociare nell’illegalità

Situazione migliorata dopo il regolamento in materia stipulato nel 2013: “Che ci consente di apprezzare l’agriturisimo come un bene da difendere – continua Varotti – Ma è cosa ben diversa dal difendere gli abusi di agriturismi che fanno più di cento coperti organizzando matrimoni o di quello che nelle Marche magari serve vino toscano o piemontese. Vogliamo difendere la legalità in materia altrimenti si fanno due danni: alla ristorazione e alla produzioni agricole stesse”.

Il Corpo Forestale dello Stato presente oggi alla Confcommercio con il comandante provinciale Maurizio Cattoi e il commissario Marco Santilli ha mostrato l’attività di indagine svolta dal 2014 ad oggi: dove su 125 agriturismi sono stati perfezionati 75 controlli e altri 30 sono in corso per agriturismi “che – dice il comandante Cattoi – per definirsi tali devono attenersi ai concetti di conformità e connessione. Conformità alla tipicità e alla genuinità del servizio offerto su percentuali predeterminate di produzioni interne all’azienda agricola o di produzioni all’interno dei confini e marchigiani. Connesssione con il territorio vuol dire invece che è l’azienda agricola che crea l’agriturismo e non viceversa diventando veicolo di sviluppo del territorio stesso

Sui 75 controlli effettuati nel 2014 e 2015 la Forestale ha contestato 49 illeciti per un importo di 41mila euro di sanzioni: “ma è un numero che va calibrato su illeciti minori che sono la maggior parte del totale – spiega il commissario Santilli – e che denotano una netta decrescita dal 2014 al biennio seguente. Sintomo di un settore che si sta autoregolamentando. E la Forestale vuole accompagnare questa messa a norma”.

13775864_1576197106007341_8489479076058709826_nTra i principali illeciti registrati – il 60% del totale – c’è l’utilizzo dei prodotti non conformi. Secondo la normativa attuale l’azienda agrituristica può infatti giovarsi di un massimo del 20% dei prodotti acquistato dalla grande distribuzione. Mentre almeno l’80% deve elevare il valore della materia prima utilizzata. 80% che va suddiviso fra almeno un 30% autoprodotto in azienda e almeno 20% proveniente da Dop. Parametri che sono obbligatori per vino, olio, miele, orticoli e carne. La restante parte di questo 80% va fatta risalire alla tracciabilità di prodotti esclusivamente marchigiani.

Il 28% degli illeciti è determinabile sul mancato rispetto di parametri quali mancato rispetto di, autorizzazioni, aperture/chiusure e numero di posti a tavola. Valore che oggi si staglia ad un massimo consentito di 70. Cifra elevabile a 100 se la produzione interna all’azienda agricola si eleva al 65% accompagnata da almeno un 20% di tracciabilità marchigiana.

L’8% dei controlli ha invece condotto alla cessazione dell’attività agrituristica, una volta constatata dagli stessi l’impossibilità di sottostare ai parametri. In pratica è il sistema stesso ad espellere gli irregolari.

Infine un 4% dei controlli ha portato ad una notifica di reato per illeciti quali fatturazioni false.

Con il recente Decreto Campolibero, ogni agriturismo controllato viene munito da un verbale di sopralluogo che evita il sovrapporsi dei controlli di diversi organi di polizia deputati al monitoraggio del rispetto della legge.

 

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