Evasione fiscale a Sant’Ippolito: arrestato imprenditore cinese, sequestrati 1,6 milioni di beni a dieci indagati

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21 luglio 2016

SANT’IPPOLITO – La Guardia di Finanza di Urbino ha eseguito un’operazione che ha portato ad una misura cautelare personale in carcere ed al sequestro di beni per oltre 1.600.000 euro nei confronti di imprenditori di etnia cinese, operanti a Sant’Ippolito nel settore tessile e dell’abbigliamento.

Dieci sono gli indagati per i reati di omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, di cui tre accusati di associazione per delinquere.

Le indagini, eseguite dalla Compagnia di Urbino, coadiuvata dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Urbino, e coordinate dal Pubblico Ministero Dott.ssa Simonetta Catani, hanno consentito di individuare un complesso sistema di evasione fiscale noto come “apri e chiudi”. Nello specifico, i militari hanno accertato che uno dei 10 soggetti indagati, in associazione con la moglie e il fratello, ha realizzato una struttura organizzativa con la quale ha effettuato – dal 2006 al 2014 – un continuativo e sistematico turn over dell’attività produttiva di durata biennale con imprese create ad hoc (7 ditte individuali), formalmente intestate a prestanome compiacenti attinti tra i lavoratori dipendenti delle ditte ma di fatto da lui gestite.

Guardia di Finanza

Finanza al lavoro

L’attività investigativa, svolta attraverso acquisizioni documentali, controlli di coerenza esterna e accertamenti bancari ha permesso di rilevare che i tre “associati” erano delegati ad operare sui conti correnti delle ditte, esercitando una gestione di fatto dell’attività di impresa. Peraltro, al fine di rendere inefficaci le procedure di riscossione coattiva da parte dell’Amministrazione Finanziaria, gli indagati hanno proceduto sistematicamente allo svuotamento fraudolento dei conti correnti e, come rilevato per uno di essi, all’alienazione fittizia di due autovetture personali ad altro componente del nucleo familiare.

Gli accertamenti hanno permesso di accertare un’imposta evasa per oltre 1.600.000, pari al profitto dei reati perpetrati, consentendo all’Autorità Giudiziaria di avanzare e ottenere dal Gip del Tribunale di Urbino l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del soggetto dominus dell’associazione delinquenziale e del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni degli indagati e del complesso dei beni aziendali funzionali all’attività produttiva delle ditte individuali coinvolte.

Sono stati sottoposti a sequestro risorse finanziarie, crediti societari, tre automezzi, macchinari/postazioni di lavoro, fino alla concorrenza del profitto del reato.

 

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