Quattro appassionati pesaresi sulle strade del Tour de France

TOUR1Sono stati a un passo dal portare fortuna a Vincenzo Nibali, che poteva regalare la prima vittoria italiana al Tour de France 2016, ma la grande rimonta di Ion Izagirre, che ha salvato il ciclismo spagnolo regalando il successo alla Movistar, e la bravura del colombiano Jarlinson Pantano, votato dai tifosi come il ciclista più combattivo della “grande boucle”, hanno cancellato il sogno di Vincenzo, ma anche di Alberto, Davide, Filippo e Roberto (nella foto qui a destra, da sinistra, Roberto, Davide, Filippo e Alberto), quattro appassionati pesaresi che hanno raggiunto Morzine per seguire la penultima tappa della corsa in giallo.

In verità, appassionati è riduttivo, perché fa apparire i quattro cometifosi. Invece, sono appassionati praticanti, che amano pedalare ovunque, sulla strade della provincia di Pesaro Urbino come su quelle del Giro d’Italia o del Tour de France. Perché il ciclismo sarà anche bello da vedere – soprattutto se il tifoso rispetta le fatiche dei corridori e non li usa per farsi inquadrare dalle telecamere e poi dire “io c’ero” -, ma soprattutto è uno sport da praticare.

TOUR2Così, i quattro non si sono limitati a vedere all’opera Froome e Nibali, Quintana e Porte, a soffrire per Fabio Aru, incappato nella giornata più difficile della sua giovane carriera, ma hanno pedalato sulla stessa strada che ha condotto i campioni più famosi come i gregari meno conosciuti da Megeve a Morzine.

I quattro amici di pedivella (Filippo Amicucci, Davide Montaccini, Roberto Talevi e Alberto Tinti) sono partiti venerdì, arrivando in Francia sotto la pioggia. La stessa che ha accompagnato la tappa di sabato. Hanno preso alloggio a Les Gets, nello stesso albergo di alcuni tifosi di Aru (foto), e da lì sono partiti in mountain bike inserendosi nel percorso della tappa nel tratto da Les Gets a Taninges…

lasciamo che siano loro a raccontare la bella avventura, una tradizione per chi ama la tappe di montagna e ha scalato le cime più importanti del Giro d’Italia, come pure del Tour…

“Poi abbiamo raggiunto Samoens, da dove parte la salita (circa 11 km di salita con una pendenza tra l’8 e il 9%; foto) per il Col de Joux  Plane.

TOUR3La prima parte, e quella centrale della salita sono tra le più dure, con punte del 12 per cento. Arrivati in vetta, sempre sotto la minaccia della pioggia, abbiamo fatto alcune foto ricordo e poi iniziato la discesa verso Morzine. Purtroppo ha incominciato a piovere (come si è visto nella diretta tv; ndr), così abbiamo deciso di tornare indietro e raggiungere un punto dove seguire il passaggio del Tour grazie a un grande schermo. Speranza vana, visto che la pioggia, davvero forte, ha suggerito di smontare l’impianto. Ci siamo limitati a vedere la fase finale della tappa grazie ad alcuni compagni di sventura dotati di tablet…”.

Una diretta in streaming, ma le discese e le salite affrontate dai magnifici quattro erano vere. Altro che streaming tv. Complimenti. E appuntamento alle prossime imprese.

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