Movimento Imprese della Camera di Commercio: i numeri di un trimestre moderatamente positivo

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26 luglio 2016

PESARO – Nella provincia di Pesaro e Urbino, nel II trimestre 2016, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ha registrato 571 imprese iscritte contro 377 cessazioni per un saldo positivo pari a +227 imprese (tenendo conto anche delle 33 imprese cessate d’ufficio) ed un patrimonio complessivo di 41.206 unità.

Nell’analisi a livello settoriale nel secondo trimestre 2016 si evidenzia un incremento dell’agricoltura che con +47 unità (stock di 5.714 imprese) inverte un trend lungamente negativo, così come l’attività manifatturiera che registra un incremento pari a +29 imprese (stock 5.798). Tra i sottosettori rileviamo una sostanziale tenuta per l’abbigliamento +11 (667), una leggera flessione per la fabbricazione di mobili con -4 (1.218) e per la fabbricazione di prodotti in metallo con -6 (890). Il settore delle costruzioni interrompe il trend negativo con un incremento di +20 unità (5.862). Anche il commercio registra una inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi anni con +25 imprese (stock 9.350). Hanno infine conseguito un buon risultato i settori del terziario come alloggi e ristorazione +34 (2.979), attività immobiliari +19 (2.568), noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con +7 (817).

Nel complesso le attività artigianali che investono tutti i settori registrano un incremento di +13 unità con uno stock di 11.377 imprese pari al 27,6% di tutto il tessuto imprenditoriale.

A livello giuridico la dinamica di sviluppo prosegue sulla linea di tendenza consueta del rafforzamento della struttura imprenditoriale. Le società di capitale registrano un saldo di +100 unità con uno stock di 9.862 imprese, le società di persone +14 (9.199), le ditte individuali +107 (21.368) e le altre forme + 6 (777).

Questi i dati principali sulla natalità-mortalità delle imprese che, se a prima vista sembrano offrire un panorama meno nuvoloso ed una prospettiva più favorevole rispetto ai periodi precedenti soprattutto nel settore terziario, dimostrano come in realtà il sistema produttivo stia ancora soffrendo nel tentativo di recuperare i livelli pre crisi.

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