“Ma di che parliamo? Sulle Camere di commercio diciamo la verità”

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31 luglio 2016

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino e vicepresidente Camera di commercio

Amerigo Varotti*

PESARO – Anche in questi giorni c’è stato qualcuno che è intervenuto sulla stampa locale per perorare la causa di “una sola camera di commercio per le Marche”. E’ un gioco poco interessante fatto più per compiacere, probabilmente, chi – nelle stanze di una certa politica – ha deciso che, non si sa bene perché, così si deve fare. Una compiacenza che però nasconde una verità di cui nessuno pubblicamente parla.

Infatti, a che servono una o due Camere di Commercio se passa la riforma che questo Governo vuole a tutti i costi approvare? La bozza del Decreto Renzi Madia prevede espressamente che “sono in ogni caso escluse dai compiti delle camere di commercio le attività promozionali svolte all’estero”. Ed i compiti residui sono solo quelli burocratici relativi al Registro delle imprese, ufficio metrico e statistica.

Altre funzioni previste, quelle di “assistenza e supporto alle imprese“ possono essere svolte in “regime di libero mercato“ ed andrebbero ad inserirsi in un campo già coperto dalle Associazioni imprenditoriali ma anche da tante Società di servizi alle imprese.

E non è giusto che le svolga la Camera di Commercio.

Quindi il problema reale è che nel disegno renziano le Camere di Commercio non hanno alcuna funzione di promozione economica e dello sviluppo.

Non potranno più occuparsi di internazionalizzazione e turismo.

E allora a che servono? Che senso ha disquisire su una o due Camere quando basta un capace dirigente o funzionario per svolgere quei compiti burocratici?

Ma la cosa drammatica è che con il Referendum Costituzionale del prossimo autunno  il signor Renzi tenderà a riaccentrare a livello nazionale molte delle competenze oggi in capo alle Regioni tra cui turismo e internazionalizzazione.

Così, depotenziate le Regioni e distrutte le Camere di Commercio, chi promuoverà il turismo e la manifattura italiana? Chi promuoverà i nostri territori e le piccole e medie imprese?

Gli artefici del nostro Made in Italy e del nostro turismo dovranno accodarsi alle inutili missioni istituzionali promosse e gestito e da Governo, Ministero e Confindustria nazionale che non servono a nessuno se non a quel ristretto numero di grandi aziende spesso in mano pubblica.

Sarebbe necessaria una grande mobilitazione in tutto il Paese da parte delle associazioni imprenditoriali, forze politiche ed Amministratori locali anche con gesti eclatanti per far cambiare idea a questo Governo (magari votando contro il Referendum).

Ho il dubbio però che non ci sia una gran voglia di mobilitazione contro i desiderata dell’uomo toscano e delle lobby degli affari e dell’industria.

Ma allora a che serviranno le prossime Camere di Commercio? Una o due che importanza ha?

*Direttore Generale Confcommercio Pesaro e Urbino

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