LA RECENSIONE: il Miles Gloriosus di Plauto a Rocca Costanza con Corrado Tedeschi, Ettore Bassi e Justine Mattera

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3 agosto 2016

Paolo Montanari e Marta Fossa

PESARO – A Pesaro si ricorda Plauto per i 2200 anni della morte del grande autore latino con la sua opera più popolare, che ha avuto come interpreti nomi conosciuti al grande pubblico come Corrado Tedeschi, Ettore Bassi e Justine Mattera.

20160802_225532-2 (1)Il Miles Gloriosus (il Soldato fanfarone), presentato nella suggestiva cornice del cortile di Rocca Costanza, è un’opera tragicomica o meglio una Palliata composta da Plauto tra il III e II secolo avanti Cristo e ambientata in una strada di Efeso, alla maniera della tradizionale commedia greca. Il Miles è un’opera di cinque atti ed è riferita ad un millantatore vanaglorioso Pirgopolinice, noto per le sue spropositate e infondate vanterie. Ma il soldato viene punito dal solito servo furbo che, nella rappresentazione diretta da Cristiano Roccamo, è certamente il personaggio più veritiero e funzionale dell’opera stessa, inoltre si mantiene più vicino all’opera plautina.

Il tema del servo, pur provenendo dalla classicità, ha influenzato secoli di teatro italiano ed europeo: basti pensare alla diffusione del servo nella commedia all’italiana e in particolare in Goldoni ne “Il servo di due padroni”. Ma la differenza tra il servus plautino e quello del contesto italiano ed europeo, consiste nel fatto che il primo cerca di risolvere una situazione amorosa per riconsegnare la ragazza al padrone, invece nel secondo vi è un individualismo che prevale sulla morale, ovvero “Il servo di due padroni” cerca di arricchirsi alle spalle dei mecenati, pur prendendo alla fine molte legnate.
La figura del servo più simbolica e rappresentativa nel teatro musicale europeo è quella di Figaro: il Barbiere di Siviglia di Paisiello, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della morte, e il Barbiere di Siviglia di Rossini. In entrambi i geni della musica, l’aspetto della furbizia, dei gesti ludici, gli intrighi amorosi e le soluzioni felici, rientrano in una tradizione in cui l’individuo del ceto sociale inferiore cerca di superare il padrone. L’esempio più drammatico e moderno viene dal cinema, in particolare dal film di Joseph Losey dal titolo “Il servo”, interpretato magistralmente da Kirk Bogarde: qui il conflitto tra servo e padrone, a differenza degli equivoci, degli sdoppiamenti dei personaggi che si trovano in Plauto, si proiettano direttamente nel conflitto sociale, nello scontro tra l’uomo socialmente inferiore e il padrone di cui vuole prendere il posto assumendone l’arroganza, la prepotenza, la presunzione.
20160802_222617-2 (1)La commedia plautina rappresentata a Pesaro, ha mantenuto per onestà intellettuale la struttura dell’opera, anche se la commedia originale è costituita da ben 1437 versi, ed i dialoghi prevalgono nettamente sul cantato come era in Plauto.
Un’altra caratteristica rispettata diretta da Roccamo è stato il numero dei personaggi, ben dodici parlanti.
Ma veniamo allo spettacolo a Rocca Costanza, che, al di là dell’intenzione di omaggiare un grande autore come Plauto, non è riuscita ad evidenziare i veri caratteri della commedia latina perché imbevuta di termini e gesti volgari per creare ilarità tra il pubblico. Altra cosa disdicevole è la pronuncia americanofila di Justine Mattera che non entra in modo calzante nel personaggio plautino.

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