Il Comitato pesarese dei Docenti Esodati di Sostegno all’attacco dei trasferimenti forzati: “Un assurdo algoritmo che stravolge le famiglie”

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5 agosto 2016

PESARO – Dal Comitato Docenti Esodati Primaria Sostegno Provincia di Pesaro e Urbino riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

Centinaia di docenti residenti nella Provincia di Pesaro, a seguito degli esiti della mobilità straordinaria prevista dalla Legge n° 107/2015 detta “Buona Scuola,” sono stati trasferiti coattivamente con assegnazioni di cattedre anche a centinaia di km dalla propria residenza: la quasi totalità dei docenti provenienti dalle G.A.E. e assunti nella fase B del Piano Assunzioni 2015 su sostegno Scuola primaria.

Dopo decenni di precariato, il “premio” è stato un trasferimento lontano da casa, per la maggior parte in province settentrionali. Un vero e proprio esodo di docenti che da anni insegnavano nella Provincia di Pesaro e Urbino e dove nel frattempo hanno formato le proprie famiglie.

Non si può giocare  con le esistenze delle persone: lontani dalle loro famiglie, con figli piccoli, con enormi difficoltà a mantenersi……che tanti sacrifici li hanno già  fatti!

154007487-7872f2bb-1f83-4216-be76-bbcbbd0224c1 2Oltre alle destinazioni, un altro aspetto che ha generato rabbia e sconcerto nei docenti è dovuto alle modalità con le quale sono stati effettuati i trasferimenti.

Un assurdo “algoritmo” messo in atto dal MIUR, il cui funzionamento è tuttora sconosciuto, che mescolando punteggi e preferenze, ha generato l’attribuzione dell’ambito di destinazione per ogni docente. 

Una domanda però sorge spontanea: a chi giova tutto questo? Perché trasferire in maniera coatta docenti quando ci sono sul territorio posti a sufficienza per effettuare trasferimenti e anche ulteriori immissioni in ruolo? 

Basterebbe “stabilizzare” gli organici, con i posti in organico di fatto, per impedire ai docenti ingiusti ed iniqui trasferimenti, che minano anche la continuità didattica, specialmente nei confronti degli alunni diversamente abili.

Inoltre, sarebbe giusto, per evitare ulteriori discriminazioni,  per i neo assunti 2015, abolire il vincolo triennale relativo ai trasferimenti perché, trattasi appunto, di situazione straordinaria, altrimenti il trasferimento sarebbe solo “rinviato di un anno” in caso di assegnazione provvisoria.

Chiediamo pertanto ai politici del nostro territorio (Parlamentari, Governatore Ceriscioli, Consiglieri Regionali) di agire in tempi brevi per evitare che i docenti , soprattutto donne, possano essere separati dalle loro famiglie, stravolgendo le proprie vite e a sostenere spese incompatibili con i miseri stipendi dei docenti.

La soluzione immediata, nelle more della revisione degli organici, è rinvenibile in una sostanziale revisione degli organici e in un incremento del numero dei posti in organico fatto per mettere a disposizione dell’ U.S.P. Provinciale (Ex Provveditorato) un numero maggiore di cattedre da dare ad assegnazioni provvisorie per consentire il rientro dei docenti “immobilizzati” lontano da casa.

Questo è solo l’inizio di una protesta forte che rivendica i diritti legittimi di ognuno al lavoro, alla sicurezza rispetto al futuro e ad una vita dignitosa.

Auspichiamo una forte mobilitazione, anche da parte dei Sindacati della Scuola, contro provvedimenti come quello della “mobilità straordinaria” che calpesta la dignità delle persone, mortificando diritti sociali e civili.

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