M5S Fano: Referendum Sanità, grazie alla maggioranza sperperati 60mila euro

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5 agosto 2016

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Giovanni Fontana*

FANO – Nella seduta di ieri sera è stata approvata una delibera che modifica lo Statuto Comunale per consentire lo svolgimento di referendum comunali dal 1° marzo al 31 ottobre, cioè in un periodo più ampio rispetto a quello previsto precedentemente (dal 1° aprile al 15 settembre).

La delibera era stata da tempo promessa dal Sindaco al cospetto del consiglio comunale, ma era fortemente osteggiata da vasti settori della maggioranza, in particolare quelli riconducibili al PD, che da sempre si batte ostinatamente per impedire la celebrazione del referendum propositivo sulla sanità, proposto dal comitato “Io firmo per la salute”, cercando di comprimere in modo intollerabile le tempistiche della campagna elettorale previste dalla legge.

Solo le forti sollecitazioni del comitato referendario, che si è rivolto anche al Prefetto, hanno sortito la presentazione di tale modifica e garantito dunque che la consultazione potesse tenersi nel rispetto delle più elementari regole democratiche e di buon senso. Non riusciamo peraltro a capire per quali motivi una nostra analoga proposta, che prevedeva ugualmente un periodo di otto mesi per l’indizione di referendum comunali (dal 1° aprile al 30 novembre) sia stata bocciata qualche settimana fa, con l’accusa di essere viziata da interessi di parte: cosa è cambiato nel frattempo?

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Tuttavia, la delibera presenta anche vistose carenze che rivelano la perdurante malafede della maggioranza nella trattazione di tutti gli atti prodromici all’indizione del referendum comunale sulla sanità: è stata infatti prevista la possibilità di abbinare i quesiti referendari comunali con “altra consultazione elettorale politica, regionale e referendaria nazionale”, ma solo a decorrere dal 1° gennaio 2017, escludendo quindi intenzionalmente la possibilità di tenere il referendum comunale sulla sanità in concomitanza con quello costituzionale.

Le accuse a noi rivolte nelle scorse settimane di aver proposto modifiche statutarie ad hoc per il referendum sulla sanità, del tutto infondate visto che erano dotate dei requisiti di generalità e astrattezza (sarebbero infatti state valide per tutte le consultazioni di qui in avanti), si ritorcono ora contro gli stessi che le lanciarono e che, privi del benché minimo senso del pudore, si prodigano in giustificazioni che insultano l’intelligenza dei cittadini, ritenuti incapaci di poter esprimersi coscientemente nella stessa giornata su due quesiti di diversa natura.

Un emendamento da noi presentato per consentire da subito gli abbinamenti è stato ovviamente bocciato, confermando in questo modo la ferma volontà della maggioranza, ed in particolare del PD, di sperperare inutilmente 60.000 euro dei cittadini fanesi pur di ostacolare in ogni modo il raggiungimento del quorum, che teme sopra ogni altra cosa.

Altro che “democratico”! Un partito che teme la partecipazione vasta della cittadinanza su un tema così delicato, tanto da non frequentare più le piazze da tempo per rinchiudersi nei teatri; che ritiene l’indizione del referendum sulla sanità come una gentile concessione della maggioranza, e non come un istituto di partecipazione garantito dalla legge statale e dallo statuto comunale; che prima stigmatizza i costi della consultazione, ma poi non si fa scrupoli di scialacquare 60.000 euro per i propri interessi di bottega…la democrazia non sa neppure dove stia di casa!

*Lista Civica Movimento 5 Stelle Fano

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