Rof: se vai a fare la pipì, perdi il posto in loggione

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5 agosto 2016

PESARO – Lo confesso: leggendo oggi un articolo pubblicato dal Resto del Carlino, ho provato disappunto. A maggiore ragione leggendo il regolamento del Rof per l’acquisto dei biglietti di Loggione al Teatro Rossini.

Teatro RossiniTutto nasce dalla protesta di un appassionato umbro che la mattina del 2 agosto, arrivato al Teatro Rossini (foto), si è trovato davanti a una lunga lista di nomi su un foglio affisso a mezzanotte. Una prassi, da sempre al Rof. Una prassi contestata qualche tempo fa da una signora che ha fatto cambiare il regolamento per l’acquisto del biglietto di Loggione. Regolamento che – a modesto parere di chi scrive – offre altrettanto spazio alla contestazione. Ad esempio di chi avesse l’impellente necessità di andare in bagno e per questo perderebbe il diritto acquisito. Come a dire: se avete problemi fisiologici, non andate a vedere il Rof.

Sì, perché – scusate se mi dilungo – il regolamento per l’acquisto dei biglietti di Loggione al Teatro Rossini prevede che… “Ogni giorno di recita verranno posti in vendita 100 posti di Loggione non numerati presso il Botteghino riservato posto sul lato sinistro del Teatro Rossini a partire dalle 10 (spettacolo alle ore 11), dalle ore 15 per lo spettacolo pomeridiano, dalle ore 19 per lo spettacolo serale. L’apertura dell’area transennata avverrà a cura del personale del Teatro, che verificherà l’accesso e l’incolonnamento dei presenti, in fila per uno, nello spazio riservato, unicamente sulla base dell’ordine di presentazione delle singole persone al suo ingresso…“.

Una regola che cancella i diritti che si ritengono acquisti affiggendo un foglio con i nomi al portone del Teatro. Come accadeva in passato. Bravo, il Rof; non ci sono dubbi. Però… c’è sempre un però.

All’interno della fila regolarmente formata vigono le seguenti regole: Ciascun partecipante alla fila potrà acquistare fino a 2 biglietti. Non sono ammesse staffette e sostituzioni di persona. Chi abbandona la fila perde il posto e può rientrare solo a partire dalla coda…“.

Le intenzioni del Rof, dopo le proteste di una signora che evidentemente arrivava tardi ma pretendeva di trovare subito il biglietto, sono giuste, corrette, i risultati no. In particolare di fronte al caso già preso in esame di una persona che, in fila da ore per essere un buona posizione all’apertura delle transenne, ha un’impellente necessità fisiologica e rischia di perdere l’agognato biglietto soltanto perché gli scappa la pipì.

L’impossibilità d’essere sostituiti trattandosi di un biglietto non nominativo è altrettanto dubbia.

E’ vero che non è facile accontentare tutti, ma in passato ci è capitato – in occasione di grandi eventi proposti dal Rof, in particolare per Il viaggio a Reims del bicentenario rossiniano – di fare la fila per tutta la notte, perché la coda dei loggionisti iniziava già la sera prima, con appelli ogni 4 ore. E c’erano melomani, arrivati anche da lontano, che dormivano in auto pur di non saltare l’appello, che avrebbe comportato la perdita della posizione acquista. L’appassionato umbro che ha protestato per un elenco già molto lungo al suo arrivo, avrebbe dovuto raccontare se poi, con il 78° posto in lista, è riuscito ad acquistare i biglietti.

Io posso raccontare che, arrivato quando i botteghini erano già aperti (ore 10), ho fatto circa 3 ore di fila e ho acquistato, con il posto numero 136, tutti i biglietti che desideravo.

E magari gli unici che perderò saranno quelli per il loggione delle due opere in programma nel Teatro Rossini – Il turco in Italia e Ciro in Babilonia – nella malaugurata ipotesi mi scappasse la pipì. Perché il Rof, che ospita i giornalisti e li omaggia con due biglietti, oppure accoglie con entusiasmo attuali e passati parlamentari, non concede ci si distragga neppure per andare in bagno a chi sogna un posto in loggione perché vuole risparmiare o perché lo ritiene l’unico posto dove apprezzare la musica lirica.

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