Rossini e Rossi, Pesaro è conosciuta nel mondo grazie al campione e al Cigno

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7 agosto 2016

PESARO – Una premessa: scriveremo tutto il possibile del Rossini Opera Festival, perché lo consideriamo un evento straordinario – il più importante per la città – e durante una recente esperienza abbiamo avuto conferma che Pesaro è conosciuta nel mondo per due personaggi: Rossi e Rossini.

Rossini.jpegA dispetto delle iniziative del sindaco Ricci e della sua amministrazione. Iniziative spesso lodevoli, qualche volta discutibili, che però si fermano al… circondario.

Le sagre non portano turisti. Il Rof sì. Peraltro turisti che spendono e lasciano non pochi soldi nelle casse di Rof, alberghi, ristoranti e negozi. Sperando che parte di questi soldi finiscano nelle casse della collettività sotto forma di tasse. Perché è evidente che un evento cosi straordinario, giunto alla 37esima edizione, costa non poco alla collettività.

Dunque, Rossi e Rossini sono le firme pesaresi più famose nel mondo. Valentino Rossi, uno degli sportivi più amati a livello planetario, e Gioachino Rossini, un gigante nella storia della musica.

Andando a piedi da Saint-Jean-Pied-de-Port, piccolo paese ai piedi dei Pirenei, nella regione francese dell’Aquitania, a Santiago de Compostela, capoluogo della Galizia, regione autonoma spagnola, ho avuto la fortuna di conoscere cittadini di tutto il mondo: Australia e Nuova Zelanda, Namibia e Sudafrica, India e Giappone, Corea del Sud e Argentina, Uruguay e Venezuela, Messico e Stati Uniti d’America, Canada e Irlanda. E ovviamente di tutta l’Europa.

Con mia grande sorpresa, salvo una giovane portoghese residente per lavoro a Londra, non ho conosciuto una sola persona che identificasse subito Pesaro. Molti la confondevano con “quella città abruzzese…” Pescara. Altri mi chiedevano se fosse ubicata al nord o al sud.

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

Però, quando spiegavo che Valentino Rossi risiede a pochi chilometri da Pesaro, il commento, soprattutto degli uomini, ma anche di molte donne, era: “Ohhhh!!!!”. Una bella sorpresa, insomma.

Con altri, invece, ho parlato di Rossini e la maggior parte di loro conosceva il Cigno pesarese. Addirittura, qualcuno ha cantato l’aria di Figaro “Largo al factotum della città”. E altri – europei, sicuramente più acculturati – hanno ricordato che, sì, è proprio Pesaro a ospitare il grande festival rossiniano.

Era accaduto già in passato, negli anni d’oro del basket, quando avevo la fortuna di viaggiare in tutta l’Europa al seguito della Scavolini Basket.

Ricordo come fosse oggi, nella bellissima Wroclaw, in Polonia: quando la squadra arrivò in hotel, con i borsoni rossi (nomen omen), una signora tedesca esclamò: “Pesaro, Rossini…”. Splendido.

Non si può non amare Rossini, soprattutto a Pesaro, che a lui deve gran parte della propria fama.

Ben venga, quindi, il 37° Rof che inizierà domani. Lo seguiremo con attenzione, per quanto ci sarà possibile. Pagando i biglietti che siamo riusciti a comprare, che riusciremo a comprare ancora.

BIGLIETTIROF.jpegNel recente passato, chi dirige l’ufficio stampa del Rof, ha accusato chi scrive di avere inventato un quotidiano online per entrare gratis al Rof. Niente di più ingiusto: www.pu24.it nasce dall’idea di due giovani con i quali ho avuto l’onore di collaborare. Del quotidiano non posseggo neppure uno spillo. Ma sono libero di scrivere ciò che voglio, nel rispetto altrui, ovvio. Un rispetto che non nutro per chi, dopo tanti anni di reciproca collaborazione, ha usato quella frase… Le sarebbe bastato informarsi…

Eppure, per la passione che ho per Rossini, che considero secondo solo a Mozart, per la straordinarietà del Festival, sono andato al botteghino e ho acquistato i biglietti per diverse proposte (foto), che cercherò di raccontare con attenzione. Sarete voi, cari lettori, a giudicare.

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