La donna del lago apre il Rof: non solo Florez, attenti a nuove splendide voci

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8 agosto 2016

PESARO – Una sera di tre anni fa, a Londra per seguire le finali di Eurolega di basket passate alla storia per il clamoroso recupero dell’Olympiacos di Vasilis Spanoulis sul Real Madrid che si sentiva già campione, ebbi il piacere di essere invitato alla cena per il 34° compleanno di Michele Mariotti. Il giovane direttore d’orchestra pesarese era nella capitale britannica per dirigere La donna del lago alla Royal Opera House. Dirigeva un grande cast che comprendeva Juan Diego Florez, Daniela Barcelona, Simon Orfila, Pablo Bemsch. Erano a cena con lui e con la moglie Olga Peretyatko.

donna del lagoFu un grande successo, per tutti, anche se a molti critici non piacque la regia di John Fulljames, presente anch’egli alla cena di compleanno, accusato di avere utilizzato “troppi disegni scozzesi”. Si andava verso il referendum sulla Scozia autonoma e anche un’opera lirica diventava fine alla politica.

Regie de La donna del lago fischiate, addirittura buate, non sono una novità. La storia del Rossini Opera Festival, che inaugura la sua XXXVII edizione con il capolavoro di Rossini che seppe unire una musica meravigliosa alla ballata di Walter Scott “The lady of the Lake”, racconta che nel 2001, l’allestimento di Luca Ronconi non piacque. Una regia troppa statica che suscitò la delusione di molti appassionati, tanto che – se la memoria non ci inganna – il Teatro di Liegi, che aveva co-prodotto l’opera, rinunciò a portarla in Belgio. Succede anche ai più grandi registi di sbagliare un allestimento. Allora si raccontò che Ronconi era troppo preso da un spettacolo teatrale con Mariangela Melato e Gabriel Garko, Quel che sapeva Maisie, dal romanzo di Henry James, e pertanto La donna del lago non lo intrigava più di tanto.

Un motivo in più per andare all’Adriatic Arena, lunedì 8 agosto, ore 20 (repliche alla stessa ora di giovedì 11, domenica 14 e mercoledì 17), con la mente aperta e l’animo ben disposto nei confronti di un’opera che rappresenta una grande pagina rossiniana.

La dirige Michele Mariotti, che della “lady” conosce ogni sentimento. La interpretano Juan Diego Florez (Giacomo V – Uberto, nella foto di Amati Bacciardi), che non ha bisogno di ulteriori aggettivi, la critica li ha spesi tutti; Michael Spyres (Rodrigo anche nell’edizione del 2013, in forma di concerto). Ma anche Ruth Iniesta (Albina), Francisco Brito (Serano/Bertram) e Marko Mimica (Duglas) che confermano la straordinaria importanza dell’Accademia Rossiniana. La spagnola, l’argentino e il croato hanno frequentato i corsi diretti dal maestro Alberto Zedda e oggi sono qui, a Pesaro, a riscuotere il meritato riconoscimento del Rossini Opera Festival e – crediamo – del pubblico del Rof. Mimica è stato protagonista anche della precedente edizione.

Di più: nel cast de La donna del lago ci sono due nomi che hanno tutte le qualità per entrare nella storia della lirica. Due voci femminili: Varduhi Abrahamyan, mezzosoprano, armena, che dà voce a Malcom e – ci hanno raccontato – ha conquistato il pubblico presente alla prova generale.

L’anno scorso, recensendo l’Accademia Rossiniana, abbiamo scritto: Salome Jicia, soprano georgiano, eseguendo la Cavatina di Semiramide “Bel raggio lusinghier” ha riportato la memoria al 1992, bicentenario rossiniano, quando, sul podio Alberto Zedda, il regista Hugo De Ana allestì una Semiramide il cui ricordo regala ancora brividi. A dare voce a Semiramide fu Iano Tamar, soprano georgiano. Dunque…

Salome non è un’allieva, non è il futuro, è già il presente. E che presente!

Attenzione: nel ventesimo anniversario della presenza di Juan Diego Florez al Rossini Opera Festival, non sembra un azzardo ipotizzare che fra tanti anni si celebrerà anche Salome Jicia, che interpreta Elena.

Sul palcoscenico anche gli attori Giusi Merli (Elena Anziana) e Alessandro Baldinotti (Malcom anziano).

Michele Mariotti dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Andrea Faidutti. Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Klaus Bruns, le luci di Alessandro Carletti.

Lo spettacolo – una nuova coproduzione con Opéra Royal di Liegi – è dedicato a Gae Aulenti, che curò la regia, le scene e i costumi dell’edizione 1983, diretta da Maurizio Pollini, interpreti Dalmacio Gonzales (Giacomo V), Samuel Ramey (Duglas), Dano Raffanti (Rodrigo), Katia Ricciarelli (Elena), Lucia Valentini Terrani (Malcom), Cecilia Valdenassi (Albina), Oslavio Di Credico (Serano). Non male.

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