Sanità, Baldelli (FdI) a Ceriscioli: “Non stai giocando a Pokemon, ma con la vita dei cittadini”

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10 agosto 2016

PESARO – Non ha peli sulla lingua Antonio Baldelli, Presidente provinciale di Fratelli d’Italia ,da sempre in prima linea nella tutela della sanità pubblica, che replica alle ultime dichiarazioni di Luca Ceriscioli sulla individuazione del sito dell’ospedale unico e denuncia nuovi episodi di malfunzionamento della sanità regionale.

Antonio Baldelli, in piedi, al microfono

Antonio Baldelli, in piedi, al microfono

La sanità provinciale è stata cancellata dalla regione a guida PD, con pazienti sballottati qua e là per la provincia prima di trovare (forse) un posto letto o costretti a fuggire in altre regioni. Non paghi dello sfacelo che hanno creato, Ceriscioli e compagni si sono messi a giocare a “Pokémon”. E sì! Come i ragazzini che giocano con “Pokémon go” (la nuova app per individuare la posizione del mostro Pikachu) anche Ceriscioli s’è fatto l’app per trovare il sito dell’ospedale unico (che però non è un Pokémon!). L’app geolocalizzatrice è solo l’ultima trovata per distrarre i cittadini dalla cruda realtà: l’ospedale unico, prima dissanguerà lentamente, poi chiuderà gli ospedali di Fano, Urbino e Pergola (Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro sono già chiusi).
E mentre Ceriscioli inscena finte inaugurazioni per far credere che sta potenziando mentre, in realtà, sta smantellando l’assistenza ospedaliera nel territorio concentrandola sulla costa in attesa dell’ospedale unico – vedi la senologia chiusa a Urbino e inaugurata a Fano, ospedale quest’ultimo senza più nemmeno la chirurgia generale – ecco cosa accade nella realtà quotidiana.
Giorni fa – esempio eclatante del disastro d’una sanità da decenni amministrata da stesso partito e stessi dirigenti regionali che cambiano posto ma che sono sempre gli stessi – un paziente, in preda a crisi atassica, è stato prima sballottato da Pergola al pronto soccorso di Fano, poi trasferito da Fano all’ex ospedale di Sassocorvaro, infine sbattuto da Sassocorvaro all’ospedale di Urbino. Una via crucis iniziata la mattina e conclusa la sera dopo 145 chilometri percorsi su strade provinciali disastrate. Per non parlare poi di chi s’è visto fissare un’ecografia “urgente” a gennaio 2017!
Poi ci sono le “fantasiose” affermazioni del professore di matematica, oggi  presidente di regione che – è chiaro a tutti – non capisce nulla di sanità ma ne parla a profusione, passando di castroneria in castroneria.
Tra le tante, Ceriscioli ha detto che chiuderà i pronto soccorso, confondendoli coi punti di primo intervento: “Li sostituiremo con ambulanze super attrezzate”.
Solo qualche giorno dopo ha dichiarato che non ci saranno più nemmeno le ambulanze: “Le sostituiremo con eliambulanze H24 che voleranno di notte e in condizioni di scarsa visibilità”.
È evidente che il professore di matematica ignora che la maggioranza dei comuni è sprovvista di elisuperfici e che le poche esistenti non sono attrezzate per voli notturni: una volta alzata in volo, l’eliambulanza dove atterrerà? Il governatore non sa neanche che il decreto ministeriale 70/2015, per ovvie ragioni, vieta di sostituire il servizio delle ambulanze con l’eliambulanza.
A tal punto la domanda sorge spontanea: dilettanti allo sbaraglio o c’è altro?
Una cosa è certa: lo smantellamento della sanità pubblica ha spalancato le porte ai lauti guadagni delle società private, tanto che – notizia di questi giorni – gli arabi, col fondo d’investimento del regno del Bahrain, hanno deciso d’investire, guarda caso, proprio nella sanità privata delle Marche. Diceva una nota pubblicità: meditate gente, meditate!”

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