Libri scolastici, la denuncia di Varotti: “Concorrenza sleale della grande distribuzione”

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12 agosto 2016

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

PESARO – “Invitiamo i comuni della Provincia e la Guardia di Finanza a far rispettare quanto previsto dall’articolo 2 della legge 128 del 2011 – nuova disciplina del prezzo dei libri”.

Il direttore generale della Confcommercio di Pesaro e Urbino Amerigo Varotti ha preso carta e penna e si è rivolto ai sindaci del territorio, alla Guardia di Finanza ed alla Prefettura per far cessare “una pratica scorretta, una grave concorrenza sleale messa in campo dalla Grande Distribuzione che, in occasione della campagna di vendita dei libri scolastici, ha lanciato la vendita con sconti superiori a quanto consentito dalla legge”.

“La legge 128 del 2011 – dice Varotti – ha stabilito che la vendita al consumatore finale dei libri può avvenire con uno sconto massimo del 15%. Sconto al quale le librerie si attengono. Invece la Grande distribuzione – che usa i libri solo come articolo civetta – vende i libri con sconti notevolmente superiori tramite l’offerta di “BUONI SPESA“ spendibili presso gli stessi Super o Ipermercati. E’ una prassi scorretta ed illegittima che configura una concorrenza sleale inaccettabile”.

“La Confcommercio di Pesaro e Urbino si riserva nei prossimi giorni di rivolgersi all’Autorità Garante per la Concorrenza ed alla Magistratura perché non v’è alcun dubbio che debba essere considerata scorretta nei confronti delle microimprese e delle librerie la pratica messa in atto dalla grande distribuzione organizzata che, in violazione della legge, che pone il limite del 15% dello sconto sul prezzo di vendita dei libri compresi quelli scolastici, persegue il medesimo risultato con l’applicazione di sconti che consistono nell’erogazione di buoni spesa di valore pari ad una percentuale di sconto più alta di quella ammessa dalla legge”.

Chiosa di Varotti: “FAR RISPETTARE LA LEGGE : non chiediamo altro. O E’ TROPPO IN QUESTO PAESE? Vogliamo anche difendere le librerie e la cultura nel nostro Paese contro l’invadenza della grande distribuzione”.

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