Rof, un tipico Viaggio a Reims di Ferragosto: insoddisfatti alla meta

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13 agosto 2016

Viaggio a Reims

Viaggio a Reims

PESARO – Un Viaggio tipico da giorni di metà agosto: treni e autostrade affollate, difficoltà a trovare posto a sedere o un parcheggio in autogrill, tanta fatica per giungere – poco soddisfatti – alla meta.

Diciamolo subito: non è stato un bel Viaggio a Reims, quello andato in scena ieri. Sono mancati gli “acuti” delle passate edizioni, per intenderci quelli alla Salome Jicia, che l’anno scorso conquistò tutti, tanto da trovare un ingaggio da grande protagonista nell’edizione in corso. E per la prima volta da quando seguiamo il doppio appuntamento abbiamo lasciato il teatro insoddisfatti. Capita. Per dirla con il pasticciere, non sempre le ciambelle riescono con il buco.

Lo avevamo anticipato dopo il Concerto finale dell’Accademia Rossiniana, scrivendo che “rispetto ad altre edizioni ci era sembrata di livello leggermente inferiore”.

In verità, il peggio lo avevamo proposto noi, scrivendo che William Hernandez, Costarica, era un tenore. E’ un baritono, ed è anche il cantante che più ci ha convinto nella prima delle due rappresentazioni de Il viaggio a Reims (replica, lunedì 15 agosto, Teatro Rossini, ore 11). Ci è sembrato già pronto, con il timbro vocale giusto. Come altri colleghi maschi. Un’edizione del Viaggio soprattutto maschile, perché le voci femminili, anche quelle apprezzate nel concerto finale dell’Accademia, non ci hanno entusiasmato, anzi.

Forse è stata anche colpa dell’emozione, quasi scontata in un Teatro Rossini gremito, ma la maggior parte delle voci femminili ci sono sembrate aspre, prive di dolcezza, in alcuni momenti in difficoltà. Il pubblico ha applaudito – più o meno – ugualmente, perché la musica di Rossini è così bella che riesce ad attenuare anche la più grande delusione. Musica che spesso ha coperto le voci, non solo femminili, a conferma di oggettive problematicità. Il giovane romeno Gabriel Bebeselea, che ha diretto senza l’ausilio della partitura, ha seguito l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e i cantanti con grande attenzione, quasi con affetto, meritando l’apprezzamento degli spettatori, soprattutto stranieri, con una grande presenza di tedeschi.

Spettatori che seguiranno anche l’appuntamento di Ferragosto, visto che il Teatro Rossini è praticamente esaurito, quando Eleonora Bellocci (ieri Delia) prenderà il posto di Lucrezia Drei nel ruolo di Corinna, come Vasilisa Berzhanskaya – molto apprezzata nel concerto finale dell’Accademia – quello di Aurora Faggioli in quello di Marchesa Melibea. E così Nao Nakai, che sarà Madama Cortese al posto di Larissa Alice Wissel. Scambio di ruoli tra Yasuhiro Yamamoto (Conte di Libenskof) e Yusube Kobori (Don Luigino). Confermati Marina Monzo (Contessa di Folleville), il bravo Xabier Anduaga (Cavalier Belfiore), Ogulcan Yilmaz (Lord Sidney), Gianluca Lentini (Don Profondo, che meriterebbe una maggiore caratterizzazione dei diversi personaggi), gli ottimi William Hernandez (Barone di Trombonok) e Maharraman Huseynov (Don Alvaro), nonché Shuxin Li (Don Prudenzio), Diana Volkova (Maddalena), Sara Bañeras (Modestina), Alfonso Zambuto (Zefirino) e Stefano Marchisio (Antonio). Li seguiremo con curiosità, anche per verificare se il predominio delle voci maschili è stato un caso e le voci femminili torneranno protagoniste.

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