Maxisequestro di droga, Frega (Silp): “Sbarco pianificato, la mafia c’è anche da noi”

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16 agosto 2016

Pierpaolo Frega

Pierpaolo Frega, segretario provinciale del Silp

Pierpaolo Frega*

PESARO – Operazioni come l’altro giorno (rileggi qua) ingenerano due sentimenti contrapposti: esaltazione, perché donne e uomini della Polizia di Stato, nonostante le perduranti difficoltà riescono con tenacia ed abnegazione a continuare nella loro missione di legalità e sicurezza, rispondendo sul campo alle criticità; perplessità perché se a fronte di un’operazione così eclatante possiamo dire di aver dato una spallata importante al crimine, dall’altra dobbiamo chiederci quanti altri “dormienti” insospettabili malavitosi si sono infiltrati nel nostro territorio.

Preso atto che uno “sbarco” simile non si inventa in un giorno, ma si pianifica attentamente, le parole del procuratore Palumbo devono squarciare finalmente questa coltre di silenzio che si ingenera ogni qual volta si parla di Mafia.

Ovvio che se parliamo di mafia con la coppola e la lupara possiamo dire con certezza che non vi sia. Ma se pensiamo alla rete che permette un attracco, uno sbarco, un trasporto, un deposito e uno smercio successivo qualche interrogativo anche i benpensanti devono cominciare a farselo.

Una cosa emerge certa: sulla conoscenza del territorio stiamo arretrando. Merito di riduzioni consistenti di personale, di un’età sempre più elevata degli operatori della sicurezza, di forniture tecnologiche col contagocce.

Se nel Parlamento c’è chi sta pensando di depenalizzare le droghe leggere ipotizzando così di indebolire le mafie, deve però sapere che fino a quel giorno le forze dell’ordine dovranno avere tutti quegli strumenti idonei al contrasto; ebbene il governo cosa fa? Cerca di smantellare le squadre Nautiche della Polizia, quando non solo l’emergenza terrorismo fa incrementare la vigilanza di coste porti e mare, ma fa da esatto contraltare a soluzioni come i presidi delle coste pugliesi intraprese negli anni passati, che tuttora funzionano e costringono la malavita a scegliere zone meno vigilate, purtroppo le Marche.

Da qui l’ennesimo appello alla politica di non sottovalutare l’allarme, che non solleva oggi un sindacato solo per rivendicare posizioni di benessere del personale, ma dati alla mano il Procuratore Capo e 2 tonnellate di stupefacente che vi guardano dritti negli occhi. Le mafie ci sono, esistono, si ramificano a prescindere dalle modifiche delle leggi. Le mafie si combattono colpendo i loro capitali così come insegnarono Falcone e Borsellino. Il sequestro fanese superiore a 5 milioni di euro deve far svegliare le coscienze.

*Segretario provinciale SILP CGIL

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