Rof, Il viaggio a Reims: con Marina e Vasilisa è la rivincita delle donne

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16 agosto 2016

Viaggio a Reims

Viaggio a Reims

PESARO – La seconda rappresentazione de Il viaggio a Reims, nell’ambito del Festival Giovane, ci è sembrata assai più convincente della prima. Il merito – a modesto parere di chi scrive – è di due voci femminili, ma anche del giovane direttore, il romeno Gabriel Bebeselea, che ha ottenuto una prestazione eccellente dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini, che migliora ad ogni concerto.

Le due voci femminili sono quelle del soprano Marina Monzò, che, sinceramente, non ci aveva entusiasmato nella prima interpretazione della Contessa di Folleville. Forse anche colpa dell’emozione, avevamo scritto, ma la Contessa di Folleville, uno dei personaggi più straordinari regalati dal genio di Gioachino Rossini, ci era sembrata banale.

Marina Monzò (foto tratta da Fb)

Marina Monzò (foto tratta da Fb)

Al contrario, la mattina di Ferragosto, Marina Monzò, giovane valenciana (classe 1994) di bella presenza (foto), ha espresso una vocalità che ha conquistato il pubblico, che ancora una volta ha riempito, fino al quasi tutto esaurito,il Teatro Rossini. Un pubblico internazionale, con grande presenza di francesi, tedeschi e giapponesi. La Contessa di Folleville è stata fra le più applaudite. Veramente brava.

Avevamo scritto che la prima dello scorso 12 agosto si era segnalata per la vocalità maschile (rileggi qua). La replica ha segnato la rivincita femminile, grazie a una voce che ci era piaciuta molto nel concerto finale dell’Accademia Rossiniana: quella del mezzosoprano russo Vasilisa Berzhanskaya, che ha rilevato Aurora Faggioli nell’interpretazione della Marchesa Melibea. Un ruolo importante nella Cantata scenica musicata da Rossini sul libretto di Luigi Balocchi. Vasilisa è risultata una Melibea molto convincente, anche se Aurora Faggioli aveva dimostrato una gestualità molto espressiva.

Vasilisa Berzhanskaya (foto tratta da Fb)

Vasilisa Berzhanskaya (foto tratta da Fb)

Brava anche una terza voce femminile, quella del soprano giapponese Nao Nakai, a suo agio nel ruolo di Madama Cortese.

La replica di Ferragosto ha ribadito la bontà di molte voci maschili, anche se sono mancati due personaggi molto importanti resi famosi da Ruggero Raimondi (Don Profondo) e Samuel Ramey (Lord Sidney).

Ancora una volta, però, l’Accademia Rossiniana, che pure non è stata all’altezza delle precedenti edizioni, ha confermato l’importanza che ha per il presente e il futuro del Rossini Opera Festival, che ha ricavato straordinaria linfa dal lavoro meticoloso e appassionato del maestro Alberto Zedda. A proposito del quale, ci ha incuriosito l’intervista al Resto del Carlino in cui l’ex direttore artistico del Rof ha espresso legittimo orgoglio per la prestazione di Salome Jicia, Elena ne La donna del lago.

La Jicia è meravigliosa: l’anno scorso dopo 20 giorni l’avevo scelta per fare Semiramide a Mosca insieme a me. Eppure nel Viaggio a Reims, come contessa di Folleville, furono pochi a comprendere la statura”.

Aggiungerei pochissimi, anzi rarissimi. Immodestamente, posso aggiungere che l’avevo giudicata fantastica già nel concerto finale dell’Accademia Rossiniana, tanto che scrissi: “Salome non è un’allieva, non è il futuro, è già il presente. E che presente!”.

Ecco, agli allievi dell’Accademia Rossiniana 2016, la maggior parte dei quali è tornata a casa, l’augurio di rivederli a Pesaro nella XXXVIII edizione del Rossini Opera Festival che proporrà “Le siège de Corinthe”, “Torvaldo e Dorliska” e “La pietra di paragone”.

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