Rof, non lo volevano, oggi Florez è il re del Festival

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19 agosto 2016

Juan Diego Florez (nella foto di Amati Bacciardi impegnato ne La donna del lago di questa edizione)

Juan Diego Florez (nella foto di Amati Bacciardi impegnato ne La donna del lago di questa edizione)

PESARO – E pensare che non lo volevano… Era l’estate 1996 e il Rof era stato inaugurato (palaFestival, sabato 9 agosto) dal concerto della Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Claudio Abbado. Il giorno dopo, domenica 11 agosto, il Teatro Rossini ospitò la prima di Ricciardo e Zoraide, che, malgrado la regia di Luca Ronconi, le scene di Gae Aulenti, i costumi di Giovanna Buzzi e un cast eccellente che comprendeva, fra gli altri, Charles Workman, Gregory Kunde e Daniela Barcellona, non aveva incantato.

La seconda opera in programma era L’occasione fa il ladro (Auditorium Pedrotti) per la regia, ma anche le scene e i costumi di Jean-Pierre Ponnelle, che a sua volta s’avvaleva di nomi importanti, da Eva Mei a Rockwell Blake, da Roberto De Candia a Enkelejda Shkosa.

La terza opera era la prima in tempi moderni di Matilde di Shabran. Sul podio, il giovane canadese Yves Abel, molto apprezzato a quell’epoca, dirigeva l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con il solito Coro da Camera di Praga diretto da Lubomir Matl; entrambi erano una vera e propria istituzione nell’ambito del Rof. La regia venne affidata a Pier’Alli, che si trovò alle prese – improvvisamente – con la sostituzione di un tenore che interpretava il ruolo di Corradino. Mancavano pochi giorni al debutto e Luigi Ferrari, allora direttore artistico del Rossini Opera Festival, sempre molto attento alle nuove voci (è per gran parte suo, oltre alle straordinarie qualità della cantante triestina, il merito del debutto e della crescita esponenziale di Daniela Barcellona), volle fortemente affidare il ruolo a Juan Diego Florez, che aveva 23 anni (nella foto di Amati Bacciardi è impegnato ne La donna del lago di questa edizione).

Le cronache d’allora raccontano che il regista fosse perplesso sulla gestualità del giovane tenore peruviano, che doveva interpretare il ruolo di Corradino, tiranno e guerriero. Insomma, doveva usare di spada, ma in scena si muoveva meccanicamente. Per fortuna, Luigi Ferrari insistette e Florez salì sul palcoscenico, evidenziando fin dal primo quartetto (Alma rea! Perché t’involi?) con Bruno Praticò, Pietro Spagnoli e Roberto Frontali, ma soprattutto nella cavatina del secondo atto, Parmi ascoltar la voce, qualità che ne hanno fatto l’indiscusso re del Rossini Opera Festival. Quando canta lui, il tutto esaurito è assicurato. “Verrei ad ascoltarlo anche se cantasse le canzonette” confidava anni addietro un’amica francese, grande appassionata di Rossini.

La prova del debutto, con un’opera recuperata, visto che Matilde di Shabran sembrava caduta nel dimenticatoio, anche nel 1974 era stato proposto un allestimento nel teatro di Genova, era stata superata.

Pochi giorni dopo su La Stampa, il critico Paolo Gallarati scriveva: “Il più importante festival d’Europa, perché nessun altro posto, oltre a Pesaro, può farti ascoltare così tante opere sconosciute di uno dei più grandi compositori”

Così, oggi, a 20 anni e qualche giorno di distanza dall’esordio al Rof, che è diventato sua casa, Juan Diego Florez è protagonista del concerto che nei fatti saluta l’edizione 2016, anche se la chiusura è domani sera con ‘ultima di Ciro in Babilonia.

Il concerto, intitolato appunto Flórez 20, attraversa i dieci titoli d’opera che il tenore ha interpretato al Festival dal 1996 ad oggi: Matilde di Shabran (1996, 2004 e 2012), Il signor Bruschino (1997), La Cenerentola (1998 e 2000), Il viaggio a Reims (1999), La donna del lago (2001 e 2016), Le Comte Ory (2003), Il barbiere di Siviglia (2005), Otello (2007), Zelmira (2009), Guillaume Tell (2013).

Essendo l’Adriatic Arena tutta esaurita, chi non vuole perdere l’appuntamento (ore 20,30) può recarsi in Piazza del Popolo dove sarà proiettato sul grande schermo. L’entrata è libera.

Come 20 anni fa, l’Orchestra e il Coro sono del Teatro Comunale di Bologna; sul podio Christopher Franklin. Partecipano Chiara Amarù, Ruth Iniesta, Salome Jicia, Cecilia Molinari, Marina Monzó, Pretty Yende, Nicola Alaimo, Marko Mimica, Pietro Spagnoli e Michael Spyres.

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