Cose grosse per l’Alma: al via una stagione appassionante

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22 agosto 2016

Il ds del Fano Massimiliano Menegatti e patron Claudio Gabellini

Il ds del Fano Massimiliano Menegatti e patron Claudio Gabellini

Sandro Candelora*

FANO – Agile incrociatore in grado di farsi beffe delle lente ancorché potenti corazzate nemiche? Fragile, disarmato vascello destinato inevitabilmente a soccombere nell’impari lotta? O, più realisticamente, nave da guerra ben equipaggiata per la bisogna e dunque capace di rispondere al fuoco avversario, dandole e prendendole in egual misura?

Di fronte alle pie illusioni di chi si professa ottimista ad oltranza e allo scetticismo dei disfattisti per partito preso, preferiamo adottare un atteggiamento improntato al sano pragmatismo, consapevoli per lunga esperienza che tutti i campionati iniziano alla pari e ogni match scatta dal nulla di fatto, concludendosi, vada come vada, solo al novantesimo. E allora diciamo che il suggestivo torneo di Lega Pro che si apre va affrontato dalla rinnovatissima Alma assemblata dalla premiata ditta Menegatti-Cusatis con la giusta consapevolezza dei propri mezzi, avendo rispetto ma non timore nei confronti di una concorrenza che, in un eterogeneo e stimolante panorama, annovera la vecchia aristocrazia del calcio (Parma, Venezia, Padova e Reggiana ancor più del declinante Modena sono realtà assai ingombranti per la categoria) e la nuova ricca borghesia rampante (pensiamo a Bassano, Pordenone e Teramo), frammiste ai ceti medio-bassi e ai peones autentici (in pratica, tutto il resto del lotto), che presumibilmente si scanneranno in un drammatico ‘mors tua vita mea’ settimanale pur di conservare il prestigioso posto al sole.

Occorrerà di certo continuità di rendimento, dote che alimenta non poco l’autostima, unità all’attitudine alla sofferenza e alla capacità di risollevarsi presto e bene dagli inevitabili incidenti di percorso, coscienti in ogni caso che i conti definitivi si faranno solo alla fine di una massacrante maratona lunga trentotto partite. Di fatto, un’eternità da trascorrere sempre in trincea, con gli occhi vigili e il colpo pronto in canna.

La campagna si articolerà in effetti attraverso mille battaglie e quelle di scena al ‘Mancini’ dovranno portare bottino pesante. Perché è soprattutto in casa che sarà imperativo conquistare il gruzzolo di punti sufficiente alla ineludibile salvezza, fidando sul fattore-campo e sul calore del popolo granata un po’ come avveniva nelle acri sfide della prima metà degli anni ’80, allorquando nella ‘fossa dei leoni’ metaurense lasciarono lo scalpo vittime illustri. Come e più delle prossime antagoniste.

Compagne di viaggio in un volo eccitante, vertiginoso. Da gustare appieno senza la perniciosa paura di cadere. Per non rischiare poi di precipitare davvero.

*Opinionista Alma Juventus Fano

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