Terremoto, il parere degli psicologi marchigiani

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29 agosto 2016

Terremoto-Arquata-del-Tronto-678x381Dall’Ordine degli psicologi Marche riceviamo, e pubblichiamo, la seguente nota a firma del presidente Luca Pierucci:

ANCONA – L’Ordine degli Psicologi delle Marche vuole unire la propria voce a quella dell’Ordine dei Giornalisti, che ha rilasciato un comunicato stampa il 25 agosto scorso sul comportamento che i giornalisti, presenti nelle zone colpite dal sisma del 23 agosto, devono tenere durante la loro presenza nelle zone terremotate, affinché il loro lavoro non diventi parte integrante del trauma subito dai cittadini del luogo.

La preoccupazione degli psicologi che in questi giorni stanno portando il loro aiuto professionale all’interno delle tendopoli è che il bisogno della comunicazione moderna, di essere sempre più diretta e “live”, possa essere d’ostacolo ai processi di guarigione delle ferite psichiche delle vittime e dei soccorritori intervenuti; si riporta ad esempio la letteratura scientifica in merito, che ricorda innanzitutto i rischi per le vittime e i loro familiari in quanto la loro immagine di sofferenza – spesso utilizzata dalla stampa come “immagine esempio” di una tragedia – resterà indelebile nell’immaginario collettivo con evidenti ripercussioni nella sfera psichica e nelle relazioni famigliari.

La presenza totalizzante di foto e video sensibili ha un effetto considerevole sul grande pubblico, anche quando questo non è direttamente coinvolto con gli eventi in oggetto. Queste persone possono diventare a loro volta delle vittime – dette vittime vicarie o di quarto grado – allargando inevitabilmente il bacino in cui gli operatori specializzati si trovano a dover operare.
Questo processo si riflette anche sui soccorritori operativi influendo o inficiando l’efficacia degli interventi, e stimolando un protagonismo inadeguato che può distrarre dal compito professionale.

È nostra premura richiedere alla stampa e a tutti i mezzi di informazione, che nei prossimi giorni si troveranno nelle zone colpite dal sisma, nell’adempimento del loro diritto e dovere di divulgazione dei disagi delle popolazione del centro Italia, di svolgerlo senza spettacolarizzare i vissuti traumatici delle vittime e prestando la dovuta attenzione a non interferire con il processo di ritorno alla normalità dei cittadini presenti nelle tendopoli, presidiando in maniera massiccia i centri per gli sfollati e insistendo per ottenere interviste.

Si raccomanda, come consiglia anche il buon senso, di non ostacolare le opere di soccorso portate avanti dai volontari di protezione civile, che si stanno prodigando per mettere in sicurezza le persone e per fornire loro assistenza, e dagli operatori psicosociali che stanno fornendo un primo supporto psicologico.

Questo fondamentale compito affidato ai giornalisti, sancito tanto dalla Costituzione quanto dalle leggi dell’ordinamento giuridico italiano anche in materia di privacy, non deve però mai venir meno al necessario rispetto che ogni individuo, come essere umano, deve a chi in questo momento sta affrontando un grave trauma.

In qualità di psicologi è quindi nostro dovere assicurarci che questi due diritti dei cittadini siano entrambi rispettati in modo etico, senza che uno vada a discapito dall’altro e, in più, che la buona informazione possa svolgere un ruolo sociale e divulgativo in merito ai comportamenti idonei da tenere.

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