Volley femminile sotto choc, anche l’Under 19 fuori dalla zona medaglie

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2 settembre 2016

Italia under 19 (nella foto Cev un muro “marchigiano” formato da Pamio e Mazzaro)

Italia under 19 (nella foto Cev un muro “marchigiano” formato da Pamio e Mazzaro)

Dicono bene in Ungheria: è uno choc! L’Italia campione del mondo in carica è fuori dal giro medaglie degli Europei Under 19.

Chi è causa del suo mal, pianga se stessa, ci viene da scrivere…

La cronistoria…

Giovedì 1 settembre, ore 15,30:

L’accesso dell’Italia Under 19, impegnata nel campionato europeo di categoria, in corso di svolgimento in Ungheria (il girone azzurro) e Slovacchia, dove si disputerà la fase finale, si potrebbe decidere prima che la neo pesarese Alice Pamio e compagne (nella foto Cev un muro “marchigiano” formato da Pamio e Mazzaro) scendano sul taraflex di Györ, perché ad aprire la quinta e ultima giornata è la partita tra la capolista Russia, imbattuta e a punteggio pieno, e la Serbia, che insegue a 3 lunghezze a pari merito con l’Italia, ma è seconda in virtù del quoziente set, ma anche del quoziente punti.

Insomma, l’Italia, che ha gettato al vento un punto con la Bielorussia, deve sperare che la Serbia lasci per strada almeno un punto e allo stesso tempo deve fare bottino pieno con l’Ungheria.

La Serbia parte bene, ma la Russia chiude meglio. Serbe sempre avanti, fino al 23-24, ma la Russia – con Anastasia Stalnaya al servizio – infila un 3-0 che manda in archivio il primo parziale: 26-24.

Sullo slancio, la Russia inizia benissimo il secondo set: 3-1. Poi una disattenzione clamorosa, con la palla che s’alza e cade a terra tra tre giocatrici che si guardano, ma dimenticano di giocare la palla, consente alla Serbia di costruire un parziale di 0-6. Sotto 3-7, le russe si (ri)svegliano: 7-6. Però le ragazze di Mariana Boričić sanno bene che perdere anche il secondo set rischierebbe di escluderle dalla zona medaglie. Così riconquistano 3 punti di vantaggio: 8-11. La Serbia sbaglia alcune battute, eppure è di nuovo avanti di 2 al secondo time-out tecnico: 14-16. La Russia pareggia, ma la pipe è stata colpita calpestando la linea: 15-17. L’altissima Vania Bukilić (1,92) attacca bene anche dalla seconda linea: 16-18. La Russia non ci sta ed è di nuovo parità, a 18. Basta un errore offensivo russo e le serbe sono ancora a più 2: 18-20. Coach Svetlana Safronova ferma il gioco, non la parallela da posto 4 di Katarina Lazović: 18-21. La Serbia attacca per il più 4, ma il muro russo ferma il break negativo e dà la spinta per un tentativo di rimonta: 20-21. La Russia accorcia e attacca per la parità a 22, ma Kočić è bravissima a mettere le mani sulla palla indirizzandola a terra: 21-23. Arriva anche il murone serbo ed è 21-24. La battuta di Lazović mette in difficoltà la ricezione avversaria ed è vincente il contrattacco serbo toccato dal muro: 21-25. Lo staff azzurro in tribuna deve soffrire ancora.

A maggiore ragione quando, nel terzo set, la Serbia passa dal meno 2 (9-7) al più 4 (9-13). La Russia sembra avere smesso di giocare e va a meno 7: 9-16. Il muro serbo è strepitoso, l’attacco russo imbarazzante. Il risultato del set (16-25) è la logica conseguenza.

Incomincia il quarto set, vantaggio serbo: 0-1. Ti pareva… Sussulto russo: 4-1. Le serbe replicano subito: parità a 5. Ora, però, Stalnaya e compagne sembrano – e ripeto sembrano – in partita: 8-5 al time-out tecnico. 10 a 5 un paio d’azioni dopo. Immediata la sospensione richiesta da Boričić. Si riprende a giocare e arriva il muro di Kotova: 11-5. La Serbia riesce a interrompere il break, ma un attimo dopo è a meno 7: 13-6. Nel momento più felice, le ragazze di Safronova subiscono uno 0-4 che rianima le avversarie: 13-10. L’allenatrice russa non indugia e ferma il gioco, ripagata dalle sue che vanno sul 16-10 al secondo time-out tecnico. La Russia difende il vantaggio fino al 19-14, poi incassa un micidiale 1-5 che riapre il set e lascia intravedere alla Serbia la possibilità di vincere la partita e accedere alla semifinale, escludendo clamorosamente l’Italia. Arriva la clamorosa parità, su una palla fuori che l’arbitro ha visto toccata dal muro. Non solo, c’è addirittura il sorpasso: 20-21. E il successivo attacco fuori spinge la Serbia al 20-22. La Russia si sveglia con una diagonale da posto 4, ma non gioca una palla alla sua portata e l’arbitro assegna il punto alle serbe, che sprecano con Lazović il più 3. Lazović sbaglia ancora e così Kočić. Ma la Serbia non si ripete ancora e chiude 23-25. L’Italia è fuori dalla zona medaglie. Per la pallavolo femminile italiana è un’estate davvero difficile.

Resta davvero inspiegabile il crollo di una squadra – la Russia – che aveva sempre vinto. Prima o poi ci sta di perdere, ma non subendo un 7 a 15 in un quarto set dominato. Che sia il “patto tra le slave”? A pensare male si fa peccato, ma è vero che la Serbia Under 19, che rappresenta un piccolo paese e che pure ha perso nettamente con l’Italia, non ha sprecato come hanno fatto le azzurrine, che dovranno accontentarsi di giocare per il 5°-8° posto. Il successo (3-0) sull’Ungheria, dopo una partita che racconta con i punteggi parziali le difficoltà delle azzurrine (25-23; 25-22; 25-23) che vanno a Nitra consapevoli di avere perso un’occasione per salire ancora sul podio. Invece, le semifinali metteranno di fronte Turchia e Serbia e Russia e Belgio, con due squadre decisamente inferiori all’Italia. Accampare la scusante della mancata partecipazione di Alessia Orro e Paola Egonu, impegnate con la Nazionale maggiore, sarebbe un’ulteriore sconfitta.

La Nazionale che dovrà accontentasi di puntare al quinto posto è la stessa che poche settimane fa si è qualificata per i prossimi mondiali Under 23.

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