La Liberazione di Pesaro: celebrazioni col ministro Pinotti. Ricci: “Ripartire dai valori della Resistenza”. Le FOTO

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3 settembre 2016

PESARO – Pesaro ha celebrato la sua Liberazione. Alla deposizione della corona di alloro al monumento alla Resistenza di piazza Falcone e Borsellino parteciperà anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Come da programma, si sono svolte nel pomeriggio le celebrazioni per il 72esimo anniversario della Liberazione di Pesaro dall’occupazione delle truppe nazifasciste. Si tratta di un anniversario tra i più importanti per la storia di Pesaro perché in quei giorni non solo finiva l’occupazione militare e lo stato di guerra, ma iniziava la storia moderna della città.

Dopo la deposizione della corona da parte del sindaco Matteo Ricci al Monumento alla Brigata Maiella in piazza Alfieri, sono state deposte corone al Monumento alla Resistenza in piazza Falcone e Borsellino. Un appuntamento a cui ha partecipato anche l’onorevole Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, affiancata dal capo di Stato maggiore dell’esercito Danilo Errico e dal prefetto Luigi Pizzi. Poi si è passati alla Cappella Votiva di Sant’Ubaldo in largo Mamiani e al Sacrario dei Caduti per la Libertà sito in piazzale Collenuccio.

Dopo il saluto di un rappresentante delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e di un rappresentante dell’Anpi, c’è stato il discorso del sindaco Matteo Ricci, che ha invitato a ripartire dai valori della Resistenza.

“La presenza del governo oggi – ha detto il sindaco davanti al sacrario dei caduti di piazzale Collenuccio – è estremamente significativa. Se non siamo in grado di ricordare costantemente le origini e i nostri valori rischiamo di non avere futuro”.

Sottolinea Ricci: “Una settimana fa ero ad Arquata del Tronto, insieme ad altri sindaci, dopo il sisma. L’immagine era simile a quella di tante foto raffiguranti Pesaro dopo la Liberazione. Nel territorio crollato ho trovato disperazione e dolore, ma anche solidarietà e rapporti umani. Il terremoto e la guerra sono eventi diversi ma accomunati dal dramma. Dai quali si può ripartire solo insieme”. La città, ultimo baluardo della Linea Gotica, liberata grazie alla Brigata Maiella e agli alleati il 2 settembre 1944, danneggiata nell’80% degli edifici, “ha vissuto il trauma dello sfollamento – prosegue il sindaco – I pesaresi hanno trovato rifugio nelle aree interne, nelle case dei contadini. Che non avevano niente, ma aiutavano chi aveva ancora. La solidarietà scattava immediatamente”.

Sui partigiani: “Cosa sarebbe successo se non ci fossero stati loro, insieme agli alleati? Siamo sicuri che avrebbero prevalso la libertà, la democrazia e l’uguaglianza? Ai protagonisti di quell’epoca dobbiamo la nostra ricostruzione”.

Puntualizza: “Necessario ripartire da quei valori. Per vincere la sfida culturale rispetto alla minaccia del terrorismo. E per ridare un’anima all’Europa”. Sul punto, aggiunge: “La dimensione comunitaria sognata da Spinelli e dai padri fondatori non era quella dei muri e degli egoismi. Né quella che avrebbe lasciato da soli i Paesi del Mediterraneo nella gestione del fenomeno migratorio, oppure dell’ognuno per sé dentro il proprio Paese”. Dopo la Brexit, anche l’Europa è a rischio implosione. I valori da cui può ripartire l’Europa sono gli stessi usciti dalla Liberazione e dai baluardi della Costituzione”.

Sono intervenuti il presidente del consiglio comunale Luca Bartolucci, il presidente del coordinamento delle associazioni combattentistiche e d’arma Cesare Venturi, il presidente provinciale Anpi Gustavo Ferretti.

In piazzale Collenuccio, verso le 19, un momento di preghiera ha chiuso le celebrazioni dove ha prestato servizio un picchetto d’Onore dell’Esercito Italiano. Le cerimonie sono state accompagnate dalla banda di Candelara.

LE FOTO DI FILIPPO BAIONI

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