Arrestato per la quinta volta. Un albanese trapiantato a Fano di nuovo in manette per spaccio di stupefacenti

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5 settembre 2016

FANO – Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Così un 45enne albanese è stato arrestato per spaccio di stupefacenti con i Carabinieri di Fano che hanno aggiunto un’altra tacca al curriculum criminoso di L.S. al quale sono state messe le manette per la quinta volta “in carriera”.

Albanese che era giunto a Fano da una decina di anni. Per un brevissimo periodo aveva lavorato nell’edilizia ma dopo poco si era dedicato alla ben più remunerativa attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Numerosi gli “incidenti” di percorso: è stato arrestato ben quattro volte, due dai carabinieri, una volta dalla polizia di stato ed una dalla guardia di finanza. Nonostante ciò, terminate le brevi permanenze in carcere, appena rimesso agli arresti domiciliari, aveva continuato la sua attività di spacciatore. Nel tempo ha affinato la tecnica: con un binocolo teneva sempre d’occhio le auto sospette parcheggiate nei dintorni, non consegnava più lo stupefacente direttamente al cliente, non riceveva più appuntamenti telefonici.

Nonostante tutto, per l’ennesima volta, i carabinieri di Fano, dopo giorni di appiattamento hanno appurato che l’albanese, sottoposto alla detenzione domiciliare, aspettava i clienti alla finestra della sua abitazione in zona via Del Ponte di San Lazzaro. Questi, a gesti, indicavano le dosi di cocaina di cui avevano bisogno, l’albanese le lanciava dalla finestra ed i clienti lasciavano il corrispettivo nel giardino di casa. Con calma recuperava il denaro in prima persona o tramite la moglie.

I carabinieri, alla consegna, hanno bloccato il cliente con la dose ancora in mano e subito dopo hanno fatto irruzione nell’abitazione dello spacciatore. L’albanese, sebbene sia riuscito a disfarsi dello stupefacente che aveva in casa, è stato trovato con una dose di cocaina in tasca che “aveva dimenticato di avere”. Tratto in arresto in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti, è stato condannato dal Giudice di Pesaro con rito direttissimo ad un anno di reclusione e rimesso alla detenzione domiciliare.

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