Buzlov e Gergiev, magie con l’Orchestra Mariinsky, aspettanto Bollani e la Mdr

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5 settembre 2016

Buzlov e Gergiev, magie con l’Orchestra Mariinsky

Buzlov e Gergiev, magie con l’Orchestra Mariinsky

RIMINI – C’è chi va alla ricerca di nuovi talenti italiani e chi propone straordinari talenti russi.

Il Palacongressi di Rimini è un viavai di persone. Al piano terra musicisti in rigoroso abbigliamento scuro, sulla scala mobile che porta al primo piano avanzano ragazzi con la chitarra in mano e tanta voglia di conquistare il mondo.

Al piano terra c’è chi il mondo l’ha conquistato già.

Rimini si conferma di un altro pianeta per l’organizzazione di eventi, anche in contemporanea. In basso la Sagra Musicale Malatestiana, in alto Italia’s Got Talent, perché ormai se non si scrive in inglese, anche se poi non lo si capisce, non si fa niente. Del resto, perché sorprendersi visto che abbiamo un governo italiano che alle sue leggi dà nomi inglesi. Ci piacerebbe sapere quanti parlamentari, che questa legge hanno votato, sapevano il significato di Job… Una statistica, che non è la sacrosanta verità ma qualcosa dovrebbe significare, ci mette agli ultimissimi posti nella conoscenza delle lingue straniere. A Pesaro gli albergatori, che, ci sembra ovvio, le lingue le conoscono perché altrimenti non si lavora, si sono lamentati perché ad alcuni turisti multati in zona mare è capitato di non ricevere spiegazioni dai vigili urbani che non conoscevano l’inglese. Però, Italia’s Got Talent.

L’Italia cerca nuovi talenti e il Palacongressi di Rimini è preso d’assalto da chi vuole andare in tv, perché – sembra di capire – altrimenti il talento non paga.

L’Auditorium è raggiunto da altre persone, che vanno ad applaudire da chi è stato baciato dal talento, ma lo ha arricchito studiando, impegnandosi, giorno dopo giorno. Valery Gergiev, che è così grande da essere definito Rasputin, o lo Zar della musica. Lui si è ribellato, respingendo l’accostamento: “Non sono Rasputin e neppure lo Zar – ha dichiarato alla radio La Voce della Russia -: l’unica a regnare è la musica…”.

Eppure chi lo adora in lui vede una sorta di essere sovrannaturale che gioca con la musica, se ne impossessa, la seduce e la offre a chi vuole ascoltarla. Come si potrebbe non ascoltare una musica sublime se interpretata da Gergiev e suonata da un’orchestra, quella del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, che sembra nata solo per questo. Una serata tra Prokof’ev e Čajkovskij, le cui musiche sono suonate oltre ogni possibile eccellenza. Suoni che uniscono archi e fiati e timpani che – unendosi, miscelandosi in una sorta di melting pot, di crogiuolo – danno vita all’amalgama che ogni musicista sogna. Gli spettatori restano incollati, avvinti, attratti dal magnetismo che parte dagli occhi e dalle mani (niente bacchetta per il mitico Gergiev) e irradia le note che provengono dai singoli strumenti, che sono tanti ma sembrano uno, e uno solo. Che meraviglia!

E se al gruppo, al collettivo, all’orchestra, dove giovani musicisti lavorano in perfetta sintonia con i più esperti, s’unisce il suono, meraviglioso, del violoncello di Alexander Buzlov si potrebbe rimanere incollati per ore alle sedie dell’Auditorium. E cosa succederebbe se si avesse la fortuna di ascoltarli a San Pietroburgo, o a Mosca?

Una serata incredibile, come sono i concerti diretti da Valery Gergiev e interpretati dalla Mariinsky. Come le proposte della Sagra Musicale Malatestiana. Che manda in archivio il secondo dei cinque concerti sinfonici e s’accinge a vivere il terzo, mercoledì 7 settembre, con la MDR Sinfoniorchester di Lipsia, la più antica orchestra radiofonica tedesca, oggi sicuramente una tra le più innovative in Europa. Lo conferma la partecipazione di Stefano Bollani, il pianista italiano all’avanguardia nelle sue scelte artistiche. Dopo avere centellinato una per una le note regalate dall’Orchestra Mariinsky e dal violoncello di Alexander Buzlov, prepariamoci a una serata tutta da gustare, con musiche di Strauss e Čajkovskij, ma anche la Rapsody in Blue di Gershwin eseguita, appunto, da Stefano Bollani.

Anche mercoledì sera, come già domenica, saranno non pochi gli appassionati pesaresi che raggiungeranno Rimini. Ne abbiamo visti diversi. Sono loro che dimostrano che Pesaro è città della musica.

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