Impatto letale. La brutta partenza dell’Alma J.Fano nella riflessione di Candelora

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5 settembre 2016

Sandro Candelora*

FANO – Quanto è duro il pane della Lega Pro? Che non fosse morbido lo si sapeva sin dalla vigilia ma, ora che sta provando ad addentarla, la pagnotta per l’Alma si sta rilevando inattaccabile come marmo. Ne derivano dolori insopportabili, frustranti astinenze, mortificanti impotenze. E si badi che sino ad ora si sono affrontate squadre appena normali, quali i modesti altoatesini ed i quadrati (ma nulla più) romagnoli santarcangiolesi.

Fano - Santarcangelo 0-2

Fano – Santarcangelo 0-2

Se tanto mi dà tanto, cosa accadrà quando i granata si troveranno a incrociare la rotta delle potenze dichiarate del torneo? Saranno inevitabilmente altri sonori ceffoni, con il concreto rischio di pregiudicare sin da subito l’obiettivo, minimo e massimo insieme, di una salvezza da perseguire possibilmente senza troppo affanni. A parziale attenuante, dice che si è partiti tardi e occorre dunque dare tempo al tempo. Aggiunge che con il budget di spesa a disposizione questo è ciò che passa il convento. Mica vero, almeno non del tutto. Sul mercato a costi contenuti si potevano trovare elementi rodati, meglio assortiti e più funzionali ad un progetto tecnico-tattico di una qualche consistenza.

L’impressione è invece quella di una campagna di rafforzamento (?) intesa più ad affastellare uomini alla rinfusa che a comporre un mosaico organico, credibile ed affidabile. E il fatto che Carotti, l’ideale perno della manovra, sia rimasto fermo ai box fin dall’inizio, ben lungi dal costituire un alibi, rappresenta al contrario un’ulteriore aggravante di una strategia improntata a leggerezza e improvvisazione. Gli evidenti errori commessi al momento degli acquisti estivi vengono ora esaltati sul campo da un’impostazione di gioco del tutto latitante, con reparti slegati tra loro e di per sé deficitari, quali una difesa insicura, una mediana fragilissima e un attacco poco meno che ectoplasmatico.

Cusatis non è in definitiva riuscito a dare un’identità precisa a questo gruppo (dubitiamo peraltro che vi riesca fino a quando, giusto per fare esempi concreti, si ostinerà a schierare Cazzola da terzino e non troverà alternative valide ad un’azione troppo incentrata su Borrelli) ma quel che è peggio non pare capace di trasmettere il mordente giusto, tirando fuori dalla truppa il sacro fuoco interiore che deve animare chi lotta per sopravvivere. Sia come sia, prima che diventi troppo tardi occorre uscire dalla paralizzante bonaccia e mettere in fretta le vele al vento. Già, ma come fare se al timone non sembra esserci nessuno?

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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