Ricostruzioni di non sole pietre, ma anche di cultura. Bastione San Gallo in aiuto al Teatro Leopardi di San Ginesio

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6 settembre 2016

Le ferite del terremoto a San Ginesio

Le ferite del terremoto a San Ginesio

FANO  – Un’associazione culturale non può far altro che provare a fare cultura. Ed è proprio questo ciò che l’Associazione Culturale Bastione Sangallo di Fano ha deciso di fare al meglio. Di fronte all’emergenza però non si può far finta di nulla, soprattutto dopo la forte scossa di terremoto che la notte del 24 agosto ha colpito alcuni paesi delle Marche, dell’Umbria e del Lazio, causando gravi danni a strutture pubbliche e private con crolli di abitazioni, chiese e siti culturali importanti.

Fare cultura nell’emergenza significa porre le fondamenta per il futuro. Significa ridare vita e anima alle comunità e sostenere la socialità delle persone. “Ci eravamo posti l’obiettivo di non lasciare sole le popolazioni colpite dal sisma, di accompagnarle nella ricostruzione”. Pertanto l’Associazione Culturale Bastione Sangallo ha scelto di donare la somma di 573 euro – frutto del ricavo della serata di martedì al Bastione e delle tante generosissime offerte – al Teatro Giacomo Leopardi di San Ginesio, nell’entroterra maceratese, purtroppo fortemente danneggiato dal recente terremoto. Una realtà piccola ma importantissima, gestita da volontari del luogo.

Il Teatro Leopardi di San Ginesio

Il Teatro Leopardi di San Ginesio

“Scegliamo dunque di investire sulle persone e su un modo buono di stare insieme. Ci auguriamo che il Teatro Leopardi possa ripartire con una stagione nel prossimo futuro, anche grazie al nostro piccolo gesto che intende andare nella direzione di una ricostruzione fatta non solo di pietre ma anche di cultura”.

Da San Ginesio una reazione che riempe di orgoglio: “Vi ringraziamo veramente tanto per aver pensato a noi, non ci aspettavamo tanta solidarietà e tutto ciò ci commuove e ci sprona ancor più a rimboccarci le maniche e ripartire. Il vostro sostegno sarà determinante per darci forza e coraggio al fine di proseguire quanto di bello costruito finora attorno al teatro”.

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