Cenando al buio: la bellissima iniziativa di Benedetta e Giordano, coppia di non vedenti, all’Osteria del Pisello

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7 settembre 2016

PESARO – Parafrasando gli Stadio, si potrebbe titolare “Cenando al buio”. Sì, ma il buio in questione non è quello metaforico della celebre canzone, che si riferisce alle incertezze del domani che riguardano ciascuno. Nella storia che stiamo per raccontare le certezze sono tante e si riferiscono all’oggi, oltre che alla forza di volontà di chi riesce a sorridere alla vita, anche quando questa ti riserva sorprese – chiamiamole così – inaspettate.

Bellissima l’iniziativa di una coppia pesarese che studia a Bologna. Ventidue anni lei, ventiquattro lui, Benedetta e Giordano – oltre che dall’amore che li lega – sono accomunati dal fatto di essere entrambi ciechi. Lungi dal piangersi addosso come invece fanno i comuni mortali pure dinnanzi alle inezie, i due – oltre a condurre una vita stranormale – si adoperano in diversi ambiti. Ad esempio, in sinergia con la sezione pesarese dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, hanno organizzato una cena al buio. Una serata, svoltasi all’Osteria del Pisello di Sant’Andrea in Villis completamente oscurato per l’occasione, partecipatissima, tant’è che vi hanno preso parte una sessantina di persone.

“C’erano anziani e bambini, persone disabili e persino una ragazza incinta – raccontano Benedetta Bedini e Giordano Cardellini – Mio padre, che di professione fa il cuoco, ha preparato le pietanze, che poi abbiamo servito noi due assieme ad altri tre camerieri non vedenti. Il tutto in un locale completamente oscurato, con le persone a mangiare al buio”.

Un’iniziativa lodevole, che ha come intento la sensibilizzazione sulla condizione delle persone cieche. Per mostrare a tutti ciò che vivono quotidianamente, senza voler assolutamente instillare quell’umana pietà spesso stucchevole. «In molti non ci pensano, ma anche parcheggiare l’auto su un marciapiede può arrecar danno a chi cammina col bastone – continuano Benedetta e Giordano – La cosa che più ci riempie di orgoglio è il fatto che la gente ha abbandonato il ristorante col sorriso sulla bocca, oltre al fatto che i giorni seguenti abbiamo ricevuto diversi messaggi di persone che avevano faticato a prender sonno, perché pensavano a quello che era stato detto durante la cena”.

Un successone, quello del 31 agosto, che sarà riproposto a breve. “Sicuramente il 28 di settembre, e l’invio è quello di telefonare al 366.1128879 o al 333.5617920. Sperando che anche in questo caso ci sia tanta gente, il nostro ringraziamento va all’Osteria del Pisello di Rossella ed Elio (ristorante che sorge dove un tempo sorgeva la Quercia, ora spostata di qualche metro, ndr) e agli sponsor che hanno reso possibile il tutto, oltre che ovviamente all’Unione Ciechi della presidente Maria Mencarini. E’ merito anche loro se la cena al buio, organizzata a distanza di anni visto che non l’abbiamo inventata noi, ha riscosso un buonissimo successo”.

Complimenti a Benedetta Bedini e Giordano Cardellini, due ragazzi speciali che conducono una vita normale. “Pensate che qualche giorno fa ci siamo anche buttati col paracadute, però mi raccomando: nell’articolo, però, non parlate di noi, ma delle cene al buio. Quello è l’importante”. Un esempio per tutti. Complimenti.

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