Lezioni di sesso a scuola? Ridicolaggini! La rubrica della sessuologa de.Sidera

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7 settembre 2016

d.ssa Arianna Finocchi*

È proprio a scuola che siamo diventati tutti cittadini del futuro, adolescenti, adulti e anziani, sono anche i banchi di scuola, i corridoi, le mense e perché no, gli androni dei bagni in cui si parlava di tutto, ci si intervallava durante le lezioni e si scambiavano le prime sigarette di nascosto, a farci diventare le persone che siamo.

Ai bambini vanno forniti gli strumenti per affrontare la vita, sotto ogni suo aspetto. Un’educazione sessuale insufficiente porta ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale, a una maggiore quantità di persone che soffrono di AIDS e malattie sessualmente trasmissibili, per cui l’educazione sessuale dei giovani deve essere considerata uno strumento appropriato per prevenire questi effetti negativi. Il Dipartimento Direzione Generale per le politiche interne del Parlamento UE, tramite i suoi esperti ci dice questo; l’Europa ci ammonisce per la nostra scarsa adesione alle leggi, alle direttive e alle buone condotte che una nazione dovrebbe tenere per costruire un futuro sano e sereno per i propri cittadini.

educazione-sessuale-303268Imbarazzo, silenzio e disapprovazione non aiutano a discutere in maniera aperta di sessualità da parte degli adulti, inclusi i genitori e i docenti, proprio in quelle fasi della crescita personale in cui sarebbe necessario farlo. Parlare di questi temi in famiglia, quando non è strettamente vietato o evitato, è spesso lasciato in una dimensione tacita, tra detto e non detto, un sapere trasmesso per a partire dalle esperienze personali di coetanei o genitori o tramite informazioni acquisite dai media, senza un’adeguata preparazione alle spalle, che se da una parte può andare bene e può rafforzare il legame in famiglia, d’altro canto può incrementare la diffusione di informazioni scorrette.

Secondo il report dell’Unesco, c’è urgente bisogno di fare educazione sessuale, soprattutto tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Il 60% delle persone in questa fascia d’età, ad esempio, non è in grado di identificare in che modo si può prevenire la trasmissione del virus HIV.

L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. Le best practices vengono attuate in Benelux, paesi scandinavi, Francia e Germania. E l’Italia? C’è chi fa muro e chi si adegua: decenni di proposte per introdurne l’insegnamento tra i banchi e neanche una legge in materia. Nelle scuole i corsi sono lasciati all’iniziativa dei docenti e organizzati dai consultori: I ragazzi vogliono sapere e discutere, ma gli istituti hanno sempre meno fondi e il numero dei corsi diminuisce di anno in anno così che i tabù, l’alone di mistero che vigila intorno all’argomento rendono i nostri giovani sempre più imbarazzati nel fare domande, pronti a nascondersi dietro risolini infantili o storielle improbabili che tradiscono ignoranza e fantasticherie di gruppo. Lezioni frontali, video dimostrativi, corsi condivisi con ospiti in classe di orientamento sessuale diverso, persone legate alla tematica delle malattie sessualmente trasmissibili che portano le loro esperienze, collaborazioni tra genitori, docenti ed esperti del settore, formazione specifica dei docenti, genitori accolti in classe durante le lezioni (e potremmo andare ancora avanti!) sono le proposte fatte e fortunatamente messe in atto da paesi come la Danimarca, l’Olanda, la Svezia, la Francia, l’Austria e la Germania, proposte che hanno visto coinvolti tutti i settori educativi e che hanno condotto alla formazione, informazione sull’affettività e sulla sessualità e ad una condotta più sana in materia di relazioni sessuali, da parte della popolazione più giovane.

In Italia non esiste una legge, nonostante ci sia richiesta di formazione, con gli istituti che organizzano incontri e i consultori che offrono corsi nelle scuole. Già nel 1902 il ministro dell’Istruzione allora in carica, rispondeva ad un’interrogazione in materia; Il primo ddl fu presentato il 13 marzo 1975: non ha mai superato la discussione in commissione; Il 10 novembre ’92 la commissione Cultura della Camera approvava un testo risultante dall’unificazione di 3 proposte; nel 1996 e nel 1999 ci proviamo ancora con altre tre proposte da parte di parlamentari di estrazione politica diversa; ancora nel 2001 e nel 2007 le proposte in materia si fanno sentire. Intanto, nel 1998 si prometteva: “Ci apprestiamo ad emanare una direttiva per l’insegnamento della sessualità nelle scuole”. Non è mai arrivata. È dell’agosto 2013 l’ultimo tentativo in cui si presentava alla Camera un ddl sull’educazione sentimentale.

Non vogliamo fare una critica politica, vogliamo solamente sottolineare la marea di lavoro mai compiuto, dietro un progetto importante, essenziale e altamente educativo, gli sforzi che spesso hanno messo insieme pensieri ed estrazioni politiche divergenti, che hanno tentato di far confluire le proprie idee in una direzione comune. La matita dell’illustratore di Lupo Alberto nel 1991 disegna un opuscolo informativo sull’AIDS “Come ti frego il virus” stampato in 300 mila copie in cui il famoso e simpaticissimo lupo azzurro spiega come si usa un preservativo, ma la diffusione nelle scuole viene subito bloccata e rimpiazzata da un nuovo opuscolo dal titolo “Non ho l’età”.

SESSO A SCUOLAPurtroppo che si abbia l’età o meno per approcciarsi alla sessualità non è fondamentale, poiché non essendoci un divieto dichiarato dalla legge come quello sul fumo o sul consumo degli alcolici prima dei diciotto anni di età, i nostri ragazzi sperimentano comunque, oltre i tabù, oltre i moniti di genitori, adulti significativi e società intera. Allora forse, invece di ricordare che non si ha l’età (che poi chi lo dice?) sarebbe più opportuno ammettere “forse non avrete l’età, ma se decideste di farlo, sappiate, è bene sapere che: …..”

Siamo a Settembre, riaprono le scuole, corridoi gremiti di bambini e ragazzi pronti ad affrontare nuove sfide didattiche, educative e relazionali; sarebbe bello se questo settembre fosse l’alba di una nuova era tra i banchi di scuola, sarebbe bello se, nel piano di studi di tutti i gradi di scuola potessimo leggere a chiare lettere “Educazione sentimentale e sessuale”.

– Mamma mi aiuti a preparare lo zaino per domani mattina?

– Certo tesoro, dimmi, che materia hai la prima ora?

– Cosa c’è scritto nel diario mamma?

– “Educazione sessuale”!

– Ok, passami il libro che lo metto in borsa!

*Psicologa, Sessuologa, Psicoterapeuta

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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