Bollani incanta la Sagra Musicale Malatestiana, la MDR e Järvi entusiasmano con la Suite dal balletto Il lago dei cigni di Čajkovskij

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8 settembre 2016

Sagra musicale malatestianaRIMINI – Una serata indimenticabile, grazie a Stefano Bollani, alla MDR Sinfonieorchester e al direttore Kristjan Järvi. Una serata indimenticabile per la Sagra Musicale Malatestiana, che pure di queste serate ne propone ogni stagione.

E pensare che era incominciata nel gelo dell’aria condizionata sparata come solo negli hotel statunitensi sanno fare. Il grande Auditorium del Palacongressi di Rimini sembrava una ghiacciaia e i primi spettatori che prendevano posto nei quattro settori erano obbligati a sciarpe e stole di seta e scialli. Per fortuna, il grande freddo è durato poco. Giusto il tempo di fare la conoscenza con Kristjan Järvi e l’orchestra arrivata da Lipsia. Lui, lontano anni luce dal cliché del direttore impomatato – ma dirigendo Stefano Bollani sarebbe stata impresa ardua, anzi impossibile – è sembrato il ragazzo della porta accanto, l’amico che si frequenta in discoteca, anzi in palestra. E ha scatenato la sua verve musicale e fisica trascinando la MDR all’esecuzione di Intermezzo di Robert Strauss, quattro interludi sinfonici che – appunto – si concludono dopo il quarto, denominato Allegra conclusione. Invece, qualche spettatore, in verità assai più di qualche, magari per riscaldare le mani ha incominciato ad applaudire freneticamente già dopo il secondo, Fantasticheria al camino. Järvi l’ha presa bene, al contrario di altri direttori che avrebbero incenerito gli incauti. Lui si è limitato a ricordare che stava per dare il via al terzo. Quindi… Invece no… ancora applausi prima del quarto. E Järvi a sorridere ancora. Domanda: se non si conosce il brano musicale in programma, il buon senso imporrebbe di attendere che siano gli altri ad applaudire. Invece, la sensazione è che si voglia fare i primi della classe.

Purtroppo, è accaduto anche in seguito, nella terza e ultima parte di un programma molto intrigante…

Prima, però, è giusto sottolineare la gioia provata nell’ascoltare Stefano Bollani, protagonista del secondo brano: la Rapsodia in blu di George Gershwin. Una meraviglia, he non scopriamo certo oggi. Eppure ascoltare le sue note, osservare con quanta passione sublimi una composizione altrui e faccia vivere gli spettatori in una dimensione che sembra estasi è qualcosa che ogni volta si dimostra ineguagliabile. Osservando le sue mani, le sue dita impadronirsi con frenesia e sicurezza della tastiera rendendo attuali le note che Gershwin compose poco meno di un secolo fa, è un piacere che emoziona. “Stefano, Stefano” abbiamo ascoltato. Accade raramente in un Auditorium, dove gli applausi raggiungono il cielo e i “bravo” riempiono l’aria. Mercoledì sera abbiamo vissuto qualcosa di più. Bollani lo ha capito, restituendo – oltre che con la mano sul cuore – con la musica. Tre bis, a sottolineare – come diceva una vicina di posto – che se lui aveva conquistato il pubblico della Sagra Musicale Malatestiana, gli spettatori avevano conquistato il pianista più eclettico che il panorama musicale italiano, ma non solo, proponga.

Non solo gli spettatori, in verità, perché dalla nostra postazione privilegiata – in linea con le mani del grandissimo musicista – abbiamo colto l’entusiasmo degli orchestrali, che pure sono più abituati di noi, semplicemente ammirati. “Peccato che abbia concesso solo… tre bis” ha commentato – entusiasta – uno spettatore che lasciava la sala per l’intervallo.

Ma la serata non era finita, anche se qualche appassionato arrivato al Palacongressi di Rimini “solo” per Bollani aveva lasciato libero il posto. L’ultima parte del terzo dei cinque Concerti Sinfonici proposti dalla 67esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana prevedeva Il lago dei cigni, Suite dal balletto op. 20 di Pëtr Il’ić Čajkovskij. Ogni volta che l’ascoltiamo, o che vediamo il balletto, si tratti della versione classica o di quella – meravigliosa – ideata e realizzata da Matthew Bourne, ci chiediamo come sia stato possibile comporre una musica così maestosa, così gigantesca, così irraggiungibile che sembra portarti in Cielo.

Se si ascolta, poi, suonata da chi l’esegue e le dirige con amore, c’è da uscirne stravolti. Come Kristjan Järvi, che ha concluso l’ora di esecuzione come se avesse partecipato alla maratona. Un’interpretazione, quella del 44enne direttore nato a Tallinn, che ha conquistato il grande pubblico della Sagra Musicale Malatestiana. Un concerto terminato mentre s’avvicinava la mezzanotte, senza pause, se non quelle dedicate da Järvi a spiegare a chi applaudiva – ancora una volta – troppo affrettatamente che la Suite non era finita. Ma può finire una musica così bella? No, non finirà mai, almeno fino a quando ci saranno direttori come Järvi e musicisti come i componenti la MDR Sinfonieorchester di Lipsia. Grazie ancora.

E venerdì sera l’appuntamento con la Youth Orchestra of Bahia: la musica patrimonio di tutti

La grandezza della manifestazione musicale riminese è non si fa in tempo a meditare sulle emozioni vissute che è già tempo di tornare all’Auditorium Sala della Piazza del nuovo Palacongressi. Venerdì sera, infatti, è in programma il quarto appuntamento. La Youth Orchestra of Bahia diretta da Ricardo Castro, con le pianiste Martha Argerich e Theodosia Ntokou, eseguirà musiche di Alberto Evaristo Ginastera: Estancia, suite dal balletto; Francis Poulenc: Concerto in re minore per due pianoforti e orchestra; Maurice Ravel: Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra; Igor’ Fëdorovič Stravinskij: Suite dal balletto L’Uccello di fuoco Op. 20.

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