La giovane Vis di Sassarini merita pazienza

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8 settembre 2016

vis-pesaro-ascoli-primavera-foto-filippo-baioni00014 Vis Pesaro squadraPESARO – Sgombriamo il campo da ogni possibile fraintendimento: la Vis non è partita con l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato. Una precisazione d’obbligo, sentite le voci di qualche tifoso levarsi l’altra sera nel rinnovato stadio Benelli, durante l’amichevole con l’Ascoli Primavera finita 4-0. Nella stesso girone, che comprende marchigiane, romagnole, abruzzesi e molisane, ci sono almeno sei o sette squadre che hanno allestito organici con budget superiori, in qualche caso anche nettamente più corposi (vedi Matelica e non solo).

Questo non significa che la dirigenza vissina non abbia costruito una rosa di livello, che possa ben figurare in un torneo spalmato su otto mesi interi. Doveroso, però, dare tempo a una squadra quasi tutta nuova (domenica, a San Mauro Pascoli, otto undicesimi erano frutto della campagna estiva del ds Stefanelli, 37 anni da compiere), affidata a un allenatore nuovo che – particolare non trascurabile – ha ottenuto risultati lusinghieri in diverse piazze dove ha allenato (Pianese, Seregno ma anche Venezia e Spal).

Certo, tutto è migliorabile, e lo 0-3 di domenica scorsa a casa della Sammaurese è quanto di peggio ci si potesse aspettare all’esordio. Un brutto ko che però – detto con estrema onestà a tutti coloro che non guardano solo il risultato finale – è più figlio degli episodi che di altro, coi ragazzi di Sassarini che per 55 minuti hanno tenuto il pallino creando diverse occasioni reali e potenziali (tre con Costantino, due con Falomi palo compreso, una con Raparo) concedendo agli avversari appena una punizione laterale su cui si è sbagliato. La cosa brutta della prestazione di domenica, semmai, è stata la mancanza di reazione dopo lo 0-2 subito alla seconda sortita offensiva degli avversari, ma ci può anche stare visto che ancora siamo nella prima decade di settembre, e considerato il fatto che la squadra – per diverse ragioni – non era al top.

Qualche esempio? Beh, Gennari, cioè il difensore centrale teoricamente titolare assieme a Lollo Paoli, non si è praticamente mai allenato per un problema a una costola che, grazie al cielo, pare in via di risoluzione. Alessandro Rossi era squalificato (lo sarà anche domenica col Pineto), al pari di Ridolfi che tornerà a inizio ottobre. E poi diversi giocatori lamentavano qualche problemino fisico (i vari Raparo e Grieco avevano saltato diversi allenamenti), senza contare un paio di elementi che erano febbricitanti.

Calma e gesso, dunque. Nemmeno Roma è stata costruita in un giorno. Con un po’ di pazienza, la Vis di Sassarini potrà ben figurare nel variegato mondo dell’Interregionale, a patto che nessuno metta pressione eccessiva a una squadra in costruzione. Aspettiamo un mese: poi eventualmente critichiamo, convinti che la creatura biancorossa, se continuerà a remare nella via maestra indicata da un allenatore che i giocatori seguono alla lettera ad ogni allenamento, non può che crescere.

Ultimo ma non ultimo un dato: la Vis 2016-2017 è squadra giovane. Anche negli over. Paoli, il capitano, è un 1988, Gennari è un 1991 così come Conte. Il terzino Mureno, che deve trovare la condizione perché arrivato da poco al pari di Sapucci, è addirittura un 1992, appena più grande di Bugaro che gioca da una vita ma rimane pur sempre un 23enne. Siccome anche Costantino e Comi sono nati “solo” nel 1990, Raparo nel 1991 e Del Pivo nel 1992, l’unico 30enne in rosa è l’85 Falomi. Una ragione in più per aspettare, dando il tempo di crescere a una squadra anche futuribile. A meno che – invece che costruire – non si voglia distruggere andando dietro al partito sempre numerosissimo del tutto e subito.

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