Un buon libro? Insegna a bambini e ragazzi a rapportarsi con le proprie emozioni: 300 persone al convegno di Adotta l’Autore

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10 settembre 2016

PESARO – Il linguaggio, come sostengono in molti, è uno degli strumenti più potenti per evocare e trasmettere emozioni. E la letteratura per bambini e ragazzi, con le sue diverse forme di linguaggio (scrittura, poesia, illustrazione, fumetto, ecc.), ha un ruolo sempre più importante, accompagnando la loro crescita in una società in continuo cambiamento ed accettando la sfida di evolversi essa stessa. Se ne è parlato al Teatro Sperimentale di Pesaro, nel convegno di apertura della XII edizione del progetto “Adotta l’Autore” 2016-2017, promosso dall’associazione culturale “Le foglie d’oro” con vari patrocini e collaborazioni, che ha visto oltre 300 partecipanti tra insegnanti, genitori, bibliotecari. Dopo la presentazione del nuovo logo ideato dalla grafica Anna Pini ed i saluti del consigliere provinciale Francesca Paolucci (che ha evidenziato come la Provincia di Pesaro e Urbino abbia appoggiato dal suo esordio il progetto Adotta l’Autore (“che ho apprezzato sempre molto anche come sindaco di Tavullia e come genitore”), si sono susseguiti gli interventi degli esperti, coordinati da Stefania Lanari (curatrice del progetto), in cui centrali sono state proprio le emozioni.

UNA PALESTRA PER RISOLVERE I PROBLEMI

“Nell’adolescenza – ha spiegato lo psicologo e psicoterapeuta Filippo Mittino – il cervello si modifica moltissimo. Si è completamente in balia delle emozioni, mancano gli impulsi all’autocontrollo, vengono buttate fuori senza uno spazio di pensiero, dominate dalle azioni. I bambini iperattivi sono quelli che non hanno imparato una strategia per gestire le emozioni e questo accade più spesso oggi perché abbiamo perso di vista la mediazione dell’adulto. Oggi i desideri dei bambini si realizzano prima ancora che li pensino, quando sono tristi i genitori fanno di tutto per farli divertire, non c’è più quello spazio dove imparare a risolvere i problemi. Un buon libro diventa anche una palestra per trovare soluzioni, permette di vivere quello che fanno o non fanno i personaggi. A volte ci calma, come una medicina che fa stare bene”. Lo scrittore Antonio Ferrara, autore con Filippo Mittino del manuale di scrittura per emozioni “Se saprei scrivere bene” (Coccole books, 2016), ha rinforzato il concetto: “Il libro ha 3 elementi: ricordo, esperienza, speranza. Fa lezione di solitudine, perché insegna a stare con se stessi. Non è un bisogno ma un desiderio, che è diverso perché è la capacità di mettere insieme la speranza, la pazienza, l’ascolto di sé. Rodari diceva che ai bambini e ragazzi si può e si deve parlare di tutto, è solo questione di tono. Io voglio parlare ai ragazzi di rischi e di sogni. La scrittura per emozioni li aiuta a capire che ci si libera di una difficoltà non aggirandola, ma attraversandola. E’ uno spazio dove poter dare voce ai propri confitti fantasticando possibili strade di soluzione”.

BAMBINI E ADOLESCENTI, NUOVI LINGUAGGI

E l’importanza di saper parlare alle generazioni di oggi è stata evidenziata dall’editor Lodovica Cima, responsabile del settore ragazzi di “Edizioni San Paolo”. “I nostri ragazzi sono ‘nuovi’, hanno abitudini diverse, sono contaminati dal mondo dell’immagine, più frettolosi. Il compito dell’editor è accompagnare lo scrittore a seguire questa evoluzione, trasformando in letteratura i nuovi linguaggi che piacciono ai bambini e agli adolescenti. Ciò è possibile solo imparando ad ascoltarli continuamente. Nei testi di valore degli ultimi dieci anni sono aumentate metafore e similitudini, il dialogo è diventato il cuore dell’equilibrio del testo, la punteggiatura è cambiata e si fa aiutare dalla grafica. Nelle storie che si progettano bisogna stare molto attenti alle esigenze dei bambini, che sono essenzialmente tre: assomigliarsi l’uno con l’altro, sentirsi al sicuro, rappresentare qualcosa per qualcuno. Trasversale a tutto, è il fatto che il ragazzo ha due livelli di lettura, emozionale e cognitivo, ed il più importante è senza dubbio il primo”.

Tra i linguaggi affrontati, anche quelli della poesia e del fumetto. “La poesia è una tenda – ha detto la poetessa Silvia Vecchini – dentro la quale i bambini possono stare insieme e al sicuro, scambiandosi segreti. Nelle scuole incontro le classi proprio sotto una tenda, uno spazio speciale, senza giudizio, dove ognuno può iniziare a scrivere, a raccontare, secondo i propri tempi e il proprio carattere. E’ importante entrare nella poesia leggendo e scrivendo insieme ai bambini, educandoli all’ascolto dei propri pensieri, della propria voce e di quella dei compagni. La poesia è un acceleratore mentale, poiché fonde il razionale con l’intuitivo”. Quanto al fumetto, come evidenziato da Antonio Vincenti Sualzo, “è un linguaggio che ha risorse uniche ed un importante momento di didattica. Ciò che lo rende potentissimo da usare anche con i bambini è lo spazio bianco che separa le immagini, è come se il lettore fosse chiamato a completare la storia ricomponendola nella sua mente. Il fumetto è ideale anche nella pre-lettura, perché ha un linguaggio immediato”.

QUALE VOCE PER LEGGERE

E a proposito di libri, qual è la voce per leggere? “La lettura – ha detto Beniamino Sidoti, che si occupa di giochi e storie e dei tanti modi in cui si incrociano – non è un fatto performativo, legato alla perfezione della voce, ma è più essenziale e riguarda la percezione del testo. La scommessa è entrare dentro il testo e rispettarlo. Altrimenti il rischio è che non si senta più quello che si sta leggendo, ma solo l’intonazione. Ci deve essere un equilibrio tra parola e silenzio, la lettura ad alta voce è fatta di ritmo. E bisogna capire qual è la voce di quel racconto”.

Interessanti anche i workshop del pomeriggio ai Musei Civici su lettura ad alta voce (a cura di Beniamino Sidoti e Filippo Mittino), scrittura e editing (Antonio Ferrara e Lodovica Cima), fumetto e grafic novel (Sualzo), poesia e altri versi (Silvia Vecchini) e stop motion (Gianluca Vincenzetti e Cinzia Ferri di “Teatrodelleisole”).

Il progetto “Adotta l’Autore” vede i patrocini del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, della Regione Marche e della Provincia di Pesaro e Urbino, il contributo dei Comuni di Pesaro, Senigallia e Cervia e la collaborazione di 19 istituti comprensivi e di varie biblioteche e librerie.

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