Il nuovo mondo. Impressioni dalla Lega Pro. L’opinione di Candelora sull’avventura dell’Alma

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12 settembre 2016

Sandro Candelora*

Borrelli contro l'Albinoleffe

Borrelli in Albinoleffe-Fano (foto Lapresse)

FANO – Appunti sparsi dal diario di bordo della nave granata che, lasciato il tranquillo riparo del porto, veleggia ormai in mare aperto, spingendosi sempre più in acque sconosciute, lungo rotte mai incrociate. Esploratori curiosi e affascinati, annotiamo sensazioni, verghiamo pensieri che nascono spontanei lungo un viaggio ancora giovane ma già pieno di suggestione. Che universo è dunque questa Lega Pro tanto agognata? Dove siamo capitati per precisa scelta e tenace volontà di arrivarci?

Tralasciamo per un attimo le argomentazioni meramente agonistiche (che non sono ad oggi mancate né latiteranno di qui in avanti) per concentrare l’attenzione sugli elementi di contorno, osservando una forma che spesso e volentieri significa anche sostanza. Prendiamo a mò di esempio la novità delle maglie con i nomi dei calciatori, fortemente voluta e alfine deliberata dai mammasantissima che governano la Terza Serie. Un’americanata di cui non si sentiva sinceramente alcun bisogno, ché i giocatori (nostrani e avversari) sappiamo riconoscerli benissimo da soli, senza l’ausilio della pacchiana cartellonistica. Di fatto, un ulteriore esempio della determinazione a scimmiottare (solo nelle apparenze però) le categorie superiori pur non avendone le idee e soprattutto le risorse, se è vero, come è innegabile, che tanti, troppi club incontrano una fatica bestiale a fare pari tra entrate e uscite. Quei soldi non si potevano risparmiare e utilizzare per le vere necessità? Altra bizzarria tutta leghista (tranquilli, i padani di verde vestiti non c’entrano nulla) è quella di aver partorito un calendario a dir poco schizofrenico, distribuendo partite praticamente in ogni giorno della settimana e a qualunque ora, con il risultato che il povero aficionado è costretto a vere e proprie acrobazie mentali per ricordarsi quando e dove si esibisce la propria squadra del cuore. Una trovata evidentemente frutto di cervelli malati o succubi di chissà quali poteri più o meno occulti. E come non parlare degli obblighi imposti dalle tanto strombazzate norme di sicurezza?

Sapete bene come la pensiamo da sempre in tema di tessera del tifoso, ora sottilmente ribattezzata supporters card. Possono chiamarla in mille modi diversi ma niente ci toglie dalla testa che si tratta di un inaccettabile strumento di controllo che viola i più elementari diritti della persona, indegno dunque del diritto di cittadinanza in un regime democratico. Ove ciò non bastasse, il diktat venuto dall’alto ha trasformato il vecchio, caro ‘Mancini’ in poco meno che un gulag vetero-sovietico, popolato di reti metalliche, cancellate, telecamere, posti numerati, prefiltraggi e arcigni custodi della quiete generale. Altro che luogo di tranquilla gioiosità popolare! Sembra al contrario di essere calati nel bel mezzo dell’angosciante ‘1984’ di orwelliana memoria… Potremmo continuare a lungo ad elencare censurabili orpelli e amenità che ci lasciano di stucco ma che tuttavia non ci impediscono di continuare l’eccitante navigazione con il vento in faccia, assaporandone ogni momento. Sempre in attesa di nuove emozioni. Tutte da vivere.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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