Martha Argerich e Orchestra di Bahia, quante emozioni alla Sagra Musicale Malatestiana. Martedì sera il gran finale

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12 settembre 2016

Sagra musicale malatestiana

Sagra musicale malatestiana

Un grazie di cuore alla Sagra Musicale Malatestiana che mi ha consentito di ammirare, incantato, Martha Argerich e di scoprire il talento dei giovani musicisti brasiliani che Ricardo Castro ha assemblato nella Youth Orchestra of Bahia, portata in tournée europea. Un viaggio musicale che venerdì scorso ha fatto tappa nell’Auditorium Sala della Piazza del Palacongressi di Rimini.

Una meraviglia, per il programma e i protagonisti.

Estancia, Suite dal balletto, musica composta da Alberto Evaristo Ginastera, ha portato il pubblico che ha gremito l’Auditorium in un viaggio nelle fattorie delle sterminate praterie argentine, le pampas, le pianure. Quattro movimenti, che nessuno si è azzardato ad applaudire dopo le singole esecuzioni, al contrario di quanto accaduto con il concerto della MDR Sinfonieorchester, che hanno raccontato la vita dei lavoratori agricoli, la danza del grano, la vita dei braccianti indios, e il Malambo, la danza tradizionale argentina, nata già nel 1600 nella assolate campagne. Suoni particolari, unici, che i musicisti di Bahia hanno fatto proprio come se ad essi appartenessero. Tutti conoscono la rivalità, non solo calcistica, che separa argentini e brasiliani, ma la musica avvicina, non allontana, anzi unisce e la Youth Orchestra of Bahia ha vissuto il racconto con emozione, con intensità, accompagnando le note con i movimenti del corpo, ondeggiando ora a destra, ora a sinistra, come le spighe del grano sotto i colpi del vento. Al termine dell’applauditissima esecuzione, ha colpito il ringraziamento. Un movimento del primo violino ha dato il via a un inchino bellissimo: tanti musicisti, un corpo unico. Grandissimo il lavoro del direttore Ricardo Castro, che poi ha accompagnato un palcoscenico Marta Argerich. Lo confesso, vedendola entrare, mi sono emozionato. La Signora del Pianoforte, anzi la Nuestra Señora dalle mani fatate e ancora ricchissime d’energia, che la chemioterapia per vincere un doppio tumore che ha richiesto anche l’intervento chirurgico, si è avvicinata al suo compagno di lavoro quasi con timidezza, come in imbarazzo. Poi… poi è stato uno scatenarsi di suoni raramente ascoltati, con un’inversione di programma che ha anticipato alla prima parte il Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel, uno dei brani che Martha Argerich adora. Una meraviglia, semplicemente una meraviglia. Emozioni e brividi e il suo quasi farsi scivolare addosso gli applausi che la richiamavano in scena. E un bis suonato con l’anima e con la tecnica sublime che ne caratterizza i concerti e la convinzione e la gioia di riascoltarla dopo l’intervallo. Con la giovane greca Theodosia Ntokou, un talento unico che sta crescendo sotto le amorevoli cure di Martha. E ancora applausi dopo il Concerto in re minore per due pianoforti e orchestra di Francis Poulenc. E il bis che Martha ha concesso a Theodosia, rifugiandosi in camerino.

Infine, la Suite dal balletto L’Uccello di fuoco Op. 20 di Igor’ Fëdorovič Stravinskij che l’Orchestra di Bahia ha eseguito con la passione di un complesso sinfonico russo. Ricardo Castro, raccontando la felicità di essere in una città di mare, ha ricordato la sua creatura, Neojiba, i Centri statali per orchestre giovanili e infantili di Bahia, alla base dell’Orchestra Sinfonica Giovanile di Bahia. Quindi ha salutato il pubblico che lo ha ricambiato con affetto prendendo il posto di un suo musicista al quale ha ceduto il podio per dirigere l’esecuzione di una musica brasiliana.

L’Orchestra Nazionale della Rai diretta da Dmitrij Kitajenko e con il pianista Simon Trpčeski chiude i concerti sinfonici

L'Orchestra sinfonica nazionale Rai

L’Orchestra sinfonica nazionale Rai

Martedì sera, e purtroppo siamo arrivati al quinto e ultimo concerto sinfonico della Sagra Musicale Malatestiana numero 67, sul palcoscenico dell’Auditorium riminese l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che sarà diretta da Dmitrij Kitajenko con la partecipazione del pianista macedone Simon Trpčeski. In programma il Concerto per orchestra n. 1 di Rodion Konstantinovič Ščedrin; il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 18 di Sergej Vasil’evič Rachmaninov e Shéhérazade Op. 35 di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov.

Un programma di grande interesse, a incominciare dal famoso “Naughty Limericks”, che Ščedrin, famoso anche per avere sposato una stella della danza, Maya Plisetskaya, già prima ballerina del Bolshoi, compose nel 1963. A eseguire le magiche note di Rachmaninov sarà Simon Trpčeski, pianista macedone (è nato a Skopje nel 1979) che The Guardian, fra i più importanti quotidiani inglesi, ha definito “wondrously talented”, ovvero ricco di mirabile talento.

L’ultima parte prevede Shéhérazade, il poema sinfonico di Rimskij-Korsakov che in seguito Michel Fokine trasformò in un grande balletto. Musica di una bellezza travolgente che fa piombare nelle atmosfere da Mille e una notte. Peccato che quella di martedì sera sia l’ultima della Sagra Musicale Malatestiana 2016. Prima, però, ci saranno due ore da gustare in compagnie dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Dmitrij Kitajenko, fra i più grandi direttori russi.

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